lotta alle zanzare tutto l'anno: marzo-aprile-maggio '08

Aggiornamento 19 marzo 2008

Quattro interessanti aggiornamenti: 

- su www.zanzare.eu troverete gli abstract degli interventi al Convegno del 27 febbraio di Alessandria (in inglese) oltre ad altre interessanti notizie. 

- la regione Piemonte sul suo sito www.regione.piemonte.it di oggi pubblica info sulla campagna 2008 contro le zanzare e alcune notizie su quella del 2007.

- abbiamo riportato sempre dal sito regionale l'ammontare dei contributi al comparto risicolo che per il 2001 ammontano a 34,5 milioni di €

- a Rio de Janeiro epidemia di Dengue 

 

Zanzare : campagna 2007 : l’operazione è riuscita ma il paziente è morto

 

Anche se probabilmente è casuale vogliamo leggere la messa in rete di queste informazioni come una prima timida risposta alle richieste di maggior informazione fatte al convegno di Alessandria e con la nota all'IPLA su riportata.

 

Pur apprezzando ogni notizia su quello che si sta facendo con i nostri soldi per salvaguardare la nostra salute e il territorio in cui viviamo, dobbiamo purtroppo mantenere la nostra critica sul deficit di informazioni, nella speranza che la situazione presto migliori.

Nel sito della Regione Piemonte sono state pubblicate una serie di informazioni (sintetizzate nella presentazione) sui risultati della campagna condotta contro le zanzare nel 2007, su come si intende procedere nel triennio 2007-2009 e sul personale impiegato.

 

Nel documento  sul Piano triennale 2007-2009, ci pare si pecchi un po’ della solita propaganda autocelebrativa a scapito di una corretta e puntuale informazione. Si afferma infatti alla voce - Perché la campagna di lotta 2007 ha funzionato -, (?) che  - L’efficacia media di mortalità larvale rilevata in campo a seguito dei trattamenti è risultata  sempre superiore al 90%. -

 

Non viene detto se e dove sono state conteggiate e quante sono le catture delle zanzare in ambiente, dopo il "desert storm" praticato dell'IPLA, catture che sono poi l’unico parametro che alla gente può interessare.

 

Francamente (ammesso e non concesso) che abbiano sterminato il 90% delle larve, ma che alla sera non si possa cenare all’aperto per colpa delle zanzare, potrà gratificare gli addetti ai lavori, potrà tranquillizzare i risicoltori, ma poco i cittadini che vorrebbe vivere tranquillamente : è una situazione che fa venire in mente per l'appunto la battuta - l’operazione è riuscita ma il paziente è morto! –

 

Secondo punto: non si manca mai di sottolineare il grande impegno dei risicoltori nello spargimento del Bti.

Ripetiamo che sarebbe loro preciso dovere, stabilito dalle vigenti leggi provvedere affinché le attività produttive come la coltivazione del riso non rechi nocumento all’ambiente e alla popolazione ( e come si pretende da tutte le altre aziende produttive); ma al di là di questo non ci viene detto quante aziende agricole su quanti ettari di risaia hanno provveduto a spargere il BTI a primavera e a giugno durante la coltivazione e leggiamo poi che sui 110.000 ettari di risaie piemontesi sono 40.000 quelli su cui vengono svolti trattamenti con gli elicotteri, metodo discutibile a causa dei noti problemi di deriva ossia dello spargimento non voluto ma inevitabile, anche su case, strade, orti ecc. del Bti. Situazione che oltre allo spreco può causare qualche problema. (Si veda quanto accadeva in passato nell’astigiano con l’uso degli elicotteri sui vigneti).

 

Ci viene anche detto che - L’azione, poi, ha “indirizzato” i risicoltori ad adottare particolari tecniche colturali, attraverso la gestione attenta degli allagamenti, delle “asciutte” e della “falsa semina” - Chi lo abbia fatto, su quante aree, con che modalità, non è citato.

 

Ci fa piacere sapere che 65 persone sono state impegnate nel 2007 nelle iniziative per la lotta alle zanzare (i costi sono da aggiungere ai 7 milioni di € ?) è che nel 2008 verranno avviate sperimentazioni per verificare:

- distribuzione di nuovi formulati a base di Bti durante le fasi di concimazione;

- valutazione dell’efficacia di nuovi principi attivi in acqua di risaia;

- sviluppo e sperimentazione di una rete di sensori per la rilevazione delle variazioni dei livelli di adacquamento e delle conseguenti infestazioni larvali;

- valutazione Impatto ambientale Diflubenzuron

 

Comprendiamo anche l’intento divulgativo della notizia data sul sito regionale che per la sede in cui è stata pubblicata non poteva certamente tradursi in dettagli e approfondimenti tecnici, ma crediamo che un sforzo informativo in più potrebbe risultare utile a tutti sia ai cittadini che anche ai tecnici.

 

Perché non rendere accessibile a tutti mediante pubblicazione sia cartacea che in internet un resoconto dettagliato di ciò che è stato fatto, dove, come, quando, con che costi con quanti e quali mezzi e strumenti tecnici e umani sono stati impiegati e soprattutto quali risultati FINALI sono stati ottenuti, ossia quale densità di zanzare è stata misurata sul territorio.

 

Quanti q.li di BTI sono stati sparsi, quanto è costata lo spargimento con gli elicotteri e con gli altri mezzi ? , più in generale quanto è costato far arrivare Bti o diflubenzuron sull’obiettivo ? In che giorni, su che zone è stato fatto e con quali modalità ? . Esiste una cartografia indicante su quali territori sono state fatte queste operazioni ? esiste una carta territoriale che indichi quante sono le presenze conteggiate di zanzare nei diversi giorni e nelle diverse ore del giorno e di quali specie ? C’è una relazione fra gli interventi fatti e le presenze misurate ? E stata considerata l’influenza delle zone non trattate su quelle trattate ? dove si possono leggere le modalità con cui è stata fatta la - gestione attenta degli allagamenti, delle “asciutte” e della “falsa semina” – quali sono le estensioni interessate e come sono stati valutati gli effetti in presenza di aree che tutt’attorno, tale attenta gestione non ha fatto ? 

 

Con queste osservazioni vorremmo soltanto evidenziare che la scienza non è fantascienza e nemmeno propaganda. Ognuna di queste materie ha un ambito di competenza ben preciso, abbiamo ampiamente visto in questi anni le espressioni della propaganda, ed anche quelle della fantasia di chi affermava che le risaie con le zanzare non c’entrano niente (come con i consumi d’acqua), vorremo vedere finalmente la scienza, sappiamo che è l’aspetto più difficile ma ci/vi (rivolto alle istituzioni) tocca se si vuole arrivare a qualche risultato. Chissà che non si arriverà poi, magari quando qualcuno dichiarerà finalmente esaurita l’infinita sperimentazione, a stabilire che l’unica strada per eliminare le zanzare è togliere l’acqua dalle risaie.

 

Da parte nostra definiremo nei prossimi lanci sul sito, una modalità semplice per la misura della densità delle zanzare sul territorio, in modo che qualunque cittadino possa in pochi minuti accertare la reale presenza di zanzare a casa propria, a scuola, sul posto di lavoro o nei dintorni degli spazi che frequenta, pubblicheremo anche i risultati che ci perverranno, cercheremo così noi di fare una cartografia "empirica" delle presenze delle zanzare. Per carità niente di rigoroso ma certamente un indicatore.

 

Come misurare la densità di zanzare ? ricordiamo la formula proposta dalla Regione (sulla quale in verità abbiamo già espresso i nostri dubbi)

 

La formula è la seguente (non spaventatevi per la presenza di logaritmi e potenze)

Log (n°A + n°B0,70 + n°C 0,61 + 1)

Dove A, B, C si raccolgono la diversa aggressività e nocività per l’uomo delle zanzare, il loro numero è riferito alle catture di femmina/trappola/notte ottenute al primo anno o in media con i successivi.

- n°A è il numero delle catture riferite alle zanzare Aedes, Ochlerotatus (nocività elevata)

- n°B è il numero delle catture riferite alle zanzare Culex modestus, Anopheles, Coquillettidia (nocività media)

- n°C è il numero delle catture riferite alle zanzare Culex pipiens, Culiseta (nocività bassa).

 

Se la formula dà un valore inferiore a 1,20 ci troviamo al di sotto della Soglia Minima di Ingresso limite che non giustifica finanziamenti pubblici per programmi di lotta.

Vediamo in numeri che risultano dalla citata formula:

Siamo sotto la Soglia minima se in una notte vengono catturate:

-         7 zanzare del gruppo A, 8 del gruppo B e 8 del gruppo C in totale 23,

-         oppure 83 zanzare del gruppo C e zero delle altre

-         oppure 14 del gruppo A e zero delle altre.

Le catture sopra soglia devono esser effettuate almeno per 4 settimane nella stagione.

 

Se la formula suddetta dà un risultato inferiore a 1,6 siamo al di sotto della Tolleranza.

Per capirci

-         23 zanzare per ciascun gruppo pari a 69 catture per notte

-         oppure 38 catture di zanzare del gruppo A e nessuna delle altre

-         oppure 402 del gruppo C e nessuno delle altre.

Aggiornamento 4 aprile 2008

 

Bisogna tener presente che il livello della Molestia è diverso dalla presenza delle zanzare rilevate quantitativamente con trappole standard. Visto che le trappole sono strumenti che attirano le zanzare catturandole per attrattività esercitate da CO2 o/e la luce ma non tutte le zanzare sono attratte in un ugual modo. 

Pertanto per meglio comprendere il livello di fastidio si ricorre a dei protocolli semplici ma rigidi per capire l’attrattività sulla pelle come ad esempio il conteggio dal ginocchio alle caviglie in una postazione fissa, per 10 minuti ad interventi regolari ogni ora e per alcune ore (in relazione alla presenza della luce) al giorno e per alcuni giorni sufficienti (di solito 3-4 giorni). 

 

Così si determina una correlazione con le catture che si fanno tutte le settimane (le prove sulla pelle non si possono fare sempre!) nella postazione delle catture di riferimento in quella zona. 

 

Questo metodo può essere fatto anche con gli animali ad esempio i cavalli ed è molto più preciso e studiato oltre ad essere unico.

 

Contiamo le zanzare

 

Ciascun cittadino può quindi fare una misura della molestia delle zanzare. Ecco come fare:

E' sufficiente mettersi comodi possibilmente seduti, in casa, in giardino, o nel luogo in cui si vuole fare la misurazione, lasciare scoperta la pelle dal ginocchio alla caviglia di una gamba e aspettare 10 minuti. Senza intervenire per almeno 10 minuti per allontanarle o ammazzarle con sonori schiaffoni. Quindi contate le zanzare che vi hanno punto, sia quelle che al decimo minuto vi stanno ancora succhiando il sangue, sia quelle precedenti che dopo il lauto pasto col vostro sangue, se ne sono andate.

Passati i 10 minuti scrivete su un foglio: luogo (comune e indirizzo) dove è stata fatta la prova, giorno, mese, anno e ora della prova, ed infine numero delle zanzare conteggiate come sopra indicato.

Se avete accesso ad un computer scrivere tutto in una mail e inviate a posta@zanzare-risaie.info, altrimenti potete spedire per posta a c.p. 4 - P.T. 13039 Trino - VC - indicando sempre il mittente, di cui comunque verrà rispettata la privacy.

Naturalmente è possibile, anzi auspicabile, fare la prova almeno una volta al giorno, magari sempre alla stessa ora, ogni giorno per una o più settimane, oppure con cadenza di due, tre o quattro volte alla settimana a seconda delle vostra disponibilità, ed inviarci i risultati.

Alleghiamo anche un modello da compilare per semplificare il lavoro, se saranno in tanti a farlo potremo fare una mappa del grado di molestia delle zanzare da pubblicare sul sito a fine stagione.

Buon lavoro

Aggiornamento al 7 maggio 2008

 

Presentata dalla Regione Piemonte la campagna contro le zanzare per il 2008, riedizione di quella del 2007 che secondo la stessa ha tanto funzionato, affermazione che noi contestiamo. Ci sembra che la discrasia discenda da due punti di vista diversi, per la Regione è un successo ammazzare il 90% delle larve di zanzara, per noi si può parlare di successo quando la presenza di zanzare percepita dalla gente scende sotto la soglia di tolleranza.  

Non ci pare che la Regione assuma  questo parametro per valutare il successo delle sue iniziative, nè temiamo lo potrà mai assumere per il semplice motivo che dovrebbe prendere atto del sostanziale fallimento delle sue politiche. Aggiungiamo poi che continuiamo a ritenere ingiustificato far carico al bilancio pubblico i costi (7 milioni di € all'anno per la sola Regione Piemonte più le restanti spese a carico degli E.L. oltre, ci pare, al costo del personale), per un problema ormai riconosciuto da tutti che è creato dal sistema di coltivazione delle risaie, attività agricola a scopo di lucro, nobile si che si vuole, ma pur sempre pagata dai contribuenti (a proposito chissà se la Ue li considera illegittimi aiuti di Stato ?, proveremo a chiederglielo).

Nulla di sostanzialmente nuovo, nonostante le affermazioni del presidente dell'IPLA  Lido Riba sull'avvio di coltivazioni in asciutta. 

In compenso (si fa per dire) i risicoltori continuano a non collaborare, meno della metà (40.000) degli ettari di risaie piemontesi saranno trattate nel 2008, (zero in Lombardia) . Comunque dobbiamo dire che in fatto di soldi la Regione è un genio : rispetto al 2007 ha più che triplicato gli ettari di risaie trattati (da 12.000 a 40.000) ma i finanziamenti sono sempre gli stessi 7 milioni di €. In compenso dice l'assessore all'agricoltura della Regione Taricco : " Stiamo lavorando per fare in modo che tale impegno (dei risicoltori)  venga riconosciuto e premiato in prospettiva anche attraverso le misure del Programma di sviluppo rurale 2007/2013." - ..... come diceva Totò - ...e io pago ...- 

 

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