campagna regionale 2008

Riportiamo come anticipato nel dicembre scorso la campagna di lotta alle zanzare della Regione Piemonte che prevede un piano triennale di interventi con lo stanziamento di 7 milioni di € all'anno oltre al coinvolgimento delle province.

il video di presentazione della campagna 2008 contro le zanzare tenuta a Casale Monferrato il 12 dicembre 2007.

Testo dell'Accordo di Programma sottoscritto fra Regione Piemonte IPLA e province del Piemonte

scheda tecnica 

Il comunicato della Regione Piemonte

Nuovo piano pluriennale per la lotta alle zanzare

Regione e province hanno firmato l'accordo

Il tavolo dei firmatari

Un accordo di programma finalizzato a coordinare ed attuare un piano pluriennale di lotta integrata alle zanzare, che riguarda i trattamenti in area risicola e quelli in aree urbane ed extraurbane, e che per la prima volta in Piemonte consente di contrastare il fenomeno facendo programmazione.
La Regione Piemonte e le Province di Asti, Alessandria, Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola lo hanno sottoscritto il 12 dicembre a Casale Monferrato. Definisce le strutture di indirizzo, coordinamento, attuazione e controllo dei programmi di intervento sul territorio, stabilisce gli obblighi dei soggetti coinvolti, determina le modalità di coinvolgimento degli operatori agricoli nel tavolo tecnico, ripartisce l'impegno finanziario previsto. Il testo fissa un finanziamento annuo della Regione di sette milioni di euro, cui vanno aggiunti 500mila euro circa messi a disposizione dalle Province. Quest'anno sei milioni sono stati destinati agli interventi nelle aree risicole, gestiti secondo un unico progetto su scala regionale, e un milione e mezzo alle aree urbane ed extraurbane, dove la lotta si è basata sui progetti presentati da enti locali singoli o associati (complessivamente 18 progetti e 227 Comuni coinvolti). I trattamenti effettuati in territorio urbano ed extraurbano sono stati finanziati per il 50% dalla Regione e per l'altra metà dagli enti aderenti.
"Per la prima volta in Piemonte - ha detto la presidente Mercedes Bresso - la Regione e le Province hanno messo a punto un sistema che consente di operare in modo unitario e coordinato e di poter fare programmazione per contrastare il fenomeno. L'azione sinergica con cui è stato affrontato il problema e l'utilizzo delle conoscenze tecnico-scientifiche e delle competenze di esperti in materia a livello internazionale ci hanno consentito di ottenere già nel 2007, anno di sperimentazione, ottimi risultati, a cui puntiamo anche per il prossimo biennio". "Tra gli elementi di forza del lavoro svolto quest'anno - ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura, Mino Taricco - vi è sicuramente il coinvolgimento diretto degli agricoltori e delle loro organizzazioni, che hanno risposto con tempestività e grande impegno nel dare il loro contributo alla lotta alle zanzare in risaia. E' una peculiarità di questa esperienza, che ora andrà rafforzata e valorizzata".
Soggetto incaricato dell'attuazione degli interventi è l'Ipla, l'Istituto per le piante da legno e l'ambiente, che ha anche il compito di coordinare il tavolo tecnico composto dai responsabili tecnico-scientifici delle Province e dai rappresentanti dell'Università di Torino, dei risicoltori e delle organizzazioni della filiera. Lido Riba e Mario Palenzona, presidente e direttore dell'ente, hanno osservato che gli interventi sono andati ad agire anche sulle pratiche colturali ed hanno permesso di sviluppare un patrimonio di conoscenze che fa ragionevolmente sperare di produrre nel 2008 un incremento dei positivi risultati già conseguiti.

lm, 12/12/2007

Riflessioni di un indigeno del Monferrato

Avevo letto un tempo una poesia che fra gli altri passaggi recitava: "....tutto ciò che dite è già stato detto, tutto ciò che fate è già stato fatto, tutto ciò che pensate è gia stato pensato ...." un po' pessimista ma spesso vero ed oggi ancor di più in questo  mondo globalizzato; spesso infatti ci ritroviamo sia come istituzioni che come persone  a ripetere le stesse cose già dette, pensate e fatte ad altri, magari le ripetiamo con vesti apparentemente nuove e originali, ma la sostanza quella resta. Ciò che più manca oggi è la capacità di fare tesoro del passato di ciò che non solo altri, ma spesso anche noi stessi, abbiamo fatto. E' una specie di condanna Dantesca alla pena del contrappasso: oggi in cui grazie alla comunicazione globale si può conoscere cosa è stato fatto in ogni angolo del mondo, in cui gli esperti hanno conoscenze globali, planetarie ci si ritrova a ripetere le cose fare e rifatte tante volte con, guarda caso sempre gli stessi risultati spesso fallimentari.

Chi ha frequentato e abitato queste terre piemontesi da oltre mezzo secolo, conosce le zanzare sin da bimbo, ed anche da prima, dai racconti dei genitori e dei nonni quando raccontavano le loro storie delle loro infanzie.

Salvo i casi di epidemie, mai in passato l'attenzione a queste vicende era stata così elevata, segno probabilmente della maggiore sensibilità sociale alla qualità della vita, segno anche di una maggior pretesa nei confronti delle istituzioni alle quali si chiede che i lauti salassi in tasse e gabelle di ogni genere che questi "scippi" ritornino almeno in servizi ai cittadini.

Ci auguriamo che questa sensibilità aumenti  di pari passo con le richieste di poter vivere all'aperto anche durante le sere d'estate. Si vorrebbe semplicemente non farsi derubare per gli interessi di pochi il piacere di vivere pezzi di vita serale/notturna oltre naturalmente alle opportunità di lavoro e alla salute.

Non si chiedono aumenti salariali, o di evitare la costruzione di infrastrutture sul territorio, ma semplicemente di garantire i normali standard di vita ed ambientali che in tante altre parti d'Italia a del mondo sono la norma.

Dubitiamo fortemente che qualunque intervento artificiale e repressivo delle istituzioni riesca ad azzerare il problema che artificialmente con una diffusione abnorme e del tutto innaturale delle risaie con i tipici sistemi di coltivazione nell'acqua, è stato creato. Certo gli interventi nelle risaie, con elicotteri, e quant'altro  qualche segno lo lasciano, ci mancherebbe altro, ma non sono questi temporanei e comunque limitati pagliativi che si sta chiedendo. Si chiede il ripristino di condizioni ambientali vivibili.

Facciamo presente che in passato quando non si praticavano le asciutte e l'acqua nelle risaie ci stava per tutto il ciclo vitale del riso,  in certi periodi estivi percorrendo in auto i rettilinei delle pianure vercellesi si rischiava di andare fuori strada a causa dell'asfalto reso viscido delle milioni di rane schiacciati sotto le ruote delle auto, ed all'imbrunire si potevano vedere miliardi di libellule "venirti incontro" (quelle era la sensazione dall'auto), ciononostante le zanzare c'erano e condizionavano, eccome, la vita della gente che abitava non solo la pianura ma anche le colline tutt'intorno.

Dubitiamo che gli interventi finanziati dalla Regione o da chiunque altro riescano a rimpiazzare quegli eserciti di rane e libellule ed altri insetti nemici delle zanzare, continuiamo a ritenere che senza una vera politica di prevenzione che elimini la causa principale per la generazione delle zanzare, l'acqua nelle risaie, non si risanerà mai nulla

Si potranno ridurre le zanzare da miliardi a qualche miliardo in meno, giusto per far dire a politici e istituzioni che qualcosa si è fatto, niente a che vedere con la "normalità" . La prova ? : da nessun parte, negli accordi di programma, negli incarichi all'IPLA o agli esperti di fama mondiale si fa riferimento ad una soglia minima di catture da conseguire, non solo, le catture e le relative valutazioni vengono effettuate dagli stessi organi che fanno la lotta alle zanzare, non da soggetti terzi esterni ed estranei,  come al solito : controllori e controllati fanno capo alle stesse istituzioni.

Chi si fida ?

   

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