| Riportiamo come anticipato nel dicembre scorso la campagna di lotta alle zanzare della Regione Piemonte che prevede un piano triennale di interventi con lo stanziamento di 7 milioni di € all'anno oltre al coinvolgimento delle province. | |
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il video di presentazione della campagna 2008 contro le zanzare tenuta a Casale Monferrato il 12 dicembre 2007. |
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| Testo dell'Accordo di Programma sottoscritto fra Regione Piemonte IPLA e province del Piemonte | |
Il comunicato della Regione PiemonteNuovo piano pluriennale per la lotta alle zanzareRegione e province hanno firmato l'accordo
Un
accordo di programma finalizzato a coordinare ed attuare un piano pluriennale
di lotta integrata alle zanzare, che riguarda i trattamenti in area risicola e
quelli in aree urbane ed extraurbane, e che per la prima volta in Piemonte
consente di contrastare il fenomeno facendo programmazione. lm, 12/12/2007 |
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Riflessioni di un indigeno del Monferrato Avevo letto un tempo una poesia che fra gli altri passaggi recitava: "....tutto ciò che dite è già stato detto, tutto ciò che fate è già stato fatto, tutto ciò che pensate è gia stato pensato ...." un po' pessimista ma spesso vero ed oggi ancor di più in questo mondo globalizzato; spesso infatti ci ritroviamo sia come istituzioni che come persone a ripetere le stesse cose già dette, pensate e fatte ad altri, magari le ripetiamo con vesti apparentemente nuove e originali, ma la sostanza quella resta. Ciò che più manca oggi è la capacità di fare tesoro del passato di ciò che non solo altri, ma spesso anche noi stessi, abbiamo fatto. E' una specie di condanna Dantesca alla pena del contrappasso: oggi in cui grazie alla comunicazione globale si può conoscere cosa è stato fatto in ogni angolo del mondo, in cui gli esperti hanno conoscenze globali, planetarie ci si ritrova a ripetere le cose fare e rifatte tante volte con, guarda caso sempre gli stessi risultati spesso fallimentari. Chi ha frequentato e abitato queste terre piemontesi da oltre mezzo secolo, conosce le zanzare sin da bimbo, ed anche da prima, dai racconti dei genitori e dei nonni quando raccontavano le loro storie delle loro infanzie. Salvo i casi di epidemie, mai in passato l'attenzione a queste vicende era stata così elevata, segno probabilmente della maggiore sensibilità sociale alla qualità della vita, segno anche di una maggior pretesa nei confronti delle istituzioni alle quali si chiede che i lauti salassi in tasse e gabelle di ogni genere che questi "scippi" ritornino almeno in servizi ai cittadini. Ci auguriamo che questa sensibilità aumenti di pari passo con le richieste di poter vivere all'aperto anche durante le sere d'estate. Si vorrebbe semplicemente non farsi derubare per gli interessi di pochi il piacere di vivere pezzi di vita serale/notturna oltre naturalmente alle opportunità di lavoro e alla salute. Non si chiedono aumenti salariali, o di evitare la costruzione di infrastrutture sul territorio, ma semplicemente di garantire i normali standard di vita ed ambientali che in tante altre parti d'Italia a del mondo sono la norma. Dubitiamo fortemente che qualunque intervento artificiale e repressivo delle istituzioni riesca ad azzerare il problema che artificialmente con una diffusione abnorme e del tutto innaturale delle risaie con i tipici sistemi di coltivazione nell'acqua, è stato creato. Certo gli interventi nelle risaie, con elicotteri, e quant'altro qualche segno lo lasciano, ci mancherebbe altro, ma non sono questi temporanei e comunque limitati pagliativi che si sta chiedendo. Si chiede il ripristino di condizioni ambientali vivibili. Facciamo presente che in passato quando non si praticavano le asciutte e l'acqua nelle risaie ci stava per tutto il ciclo vitale del riso, in certi periodi estivi percorrendo in auto i rettilinei delle pianure vercellesi si rischiava di andare fuori strada a causa dell'asfalto reso viscido delle milioni di rane schiacciati sotto le ruote delle auto, ed all'imbrunire si potevano vedere miliardi di libellule "venirti incontro" (quelle era la sensazione dall'auto), ciononostante le zanzare c'erano e condizionavano, eccome, la vita della gente che abitava non solo la pianura ma anche le colline tutt'intorno. Dubitiamo che gli interventi finanziati dalla Regione o da chiunque altro riescano a rimpiazzare quegli eserciti di rane e libellule ed altri insetti nemici delle zanzare, continuiamo a ritenere che senza una vera politica di prevenzione che elimini la causa principale per la generazione delle zanzare, l'acqua nelle risaie, non si risanerà mai nulla Si potranno ridurre le zanzare da miliardi a qualche miliardo in meno, giusto per far dire a politici e istituzioni che qualcosa si è fatto, niente a che vedere con la "normalità" . La prova ? : da nessun parte, negli accordi di programma, negli incarichi all'IPLA o agli esperti di fama mondiale si fa riferimento ad una soglia minima di catture da conseguire, non solo, le catture e le relative valutazioni vengono effettuate dagli stessi organi che fanno la lotta alle zanzare, non da soggetti terzi esterni ed estranei, come al solito : controllori e controllati fanno capo alle stesse istituzioni. Chi si fida ? |
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