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Pur essendo coltivabile in asciutta il riso coltivato nelle risaie italiane predilige la sommersione in quanto è varietà originaria di Paesi tropicali dove l’acqua è abbondante. Eppure esistono diverse opportunità alternative di coltura come già avviene in gran parte della restante pianura Padana oltre naturalmente alla coltivazione del riso in asciutta, come ad esempio avviene in Svizzera, ma i risicoltori nostrani non ne vogliono sentire parlare in quanto le rese diminuiscono e con esso i guadagni. Nessun peso viene dato alle controindicazioni di questo sistema di coltivazione, vediamone qui alcune: Il
riso è una pianta tropicale. E’
evidente che pretendere di coltivare una pianto che la natura ha fatto
sviluppare in un ambiente diverso comporta notevoli “costi” ecologici. La
pianta del riso appartiene al genere delle Graminacee, alla famiglia delle
Monocotiledoni, genere Oryza Sativa e si suddivide in due gruppi varietali, la
“Japonica”, dal grano più tondeggiante, e la “Indica”, dal grano più
allungato. Esiste
anche un altro genere, la “Oryza Glaberrima”, attualmente coltivata
esclusivamente nella parte occidentale dell'Africa. Lentamente, ma
inesorabilmente, le coltivazioni di Oryza Glaberrima vengono sostituite dalla più
diffusa Oryza Sativa. Il riso
come molte piante tropicali ama l'acqua, e
richiede un clima caldo-umido, infatti non può crescere al di sopra dei 53° di
latitudine nord e al 35° di latitudine sud e non sopravvive a temperature
inferiori a Se
si fa un confronto sull’efficienza massima di distribuzione dell’acqua fra i
diversi metodi vedremo che la
sommersione tipica delle risaie richiede volumi irrigui elevati (dai 15.000 ai
20.000 mc per ettaro)
Non
va poi trascurato che la risaia produce una notevole quantità di CH4
(metano) uno dei gas che favorisce il cosiddetto effetto serra |
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Come nutrire il mondo in regime di cambiamento climatico http://www.teddygoldsmith.com/page6.html#TOP L'agricoltura moderna è non soltanto altamente vulnerabile al cambiamento di clima, è inoltre una causa importante del cambiamento di clima dovuto le relative emissioni dei gas della serra e dei relativi effetti offensivi su terreno e sulle risorse d'acqua dolce. Una combinazione di conoscenza e delle tecniche agricole tradizionali, unita con le tecnologie sostenibili recentemente d'emersione, può tenere le risposte che abbiamo bisogno. Anche l'aumento delle risaie ha fatto crescere notevolmente le emissioni di metano. Il riso irrigato esclusivamente dalla pioggia produce molto meno metano dei campi di riso inondati artificialmente e concimati con fertilizzanti azotati. Ancora una volta, la modernizzazione dell'agricoltura aumenta le emissioni sia di metano che di azoto. Pubblicato in World Affairs Journal, l'India, inverno 2003. Traduzione da Marina Littek e Giannozzo Pucci. |
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Punto
quinto: il riso è una pianta tropicale non è autoctona dell’Italia, la sua
coltivazione comporta grandi sprechi d’acqua proprio nei mesi estivi in cui vi
è maggiore penuria: oltre |