lotta alle zanzare tutto l'anno: novembre '06

- Il Monferrato - Venerdì 10 novembre 2006 -

Nuova inedita alleanza fra l'associazione Libellula ed i risicoltori che concordano: 

le zanzare?: problema ordinario! 

Leggendo l'articolo pubblicato su - Il Monferrato - del 10 novembre u.s. riportato siamo restati alquanto stupiti, non tanto per il tentativo di trovare soluzioni insieme ai risicoltori, tentativo che potrebbe esser anche utile, quanto per le affermazioni riportate nel comunicato stampa inviato a seguito dell'incontro tenutosi a Vercelli.

Nelle poche righe dell'estratto pubblicato vediamo alcune evidenti contraddizioni:

1)      si afferma nel virgolettato "l'ordinarietà del problema" che andrebbe affrontato con mezzi adeguati;

2)      viene enfatizzata la disponibilità dei risicoltori ad operare in modo concordato per la lotta alle zanzare ma non si dice come.

Contraddizioni, perché, in merito alla prima, affermare " l'ordinarietà del problema " dopo dieci anni di fallimenti delle istituzioni nella lotta alle zanzare, parte dei quali in presenza della associazione Libellula che certamente avrà avuto pur qualche proposta per risolvere un problema così "ordinario", ci porta dritti ad una conclusione : incapacità o peggio mancanza di volontà o strategia sbagliata. Anche un problema semplice se affrontato in maniera sbagliata diventa irrisolvibile e insistere pretendendo sempre più soldi dalle amministrazioni pubbliche per combattere un problema creato dall'attività umana ci pare una strategia sbagliata. Affermare poi che il problema ordinario è quello di : adottare mezzi adeguati senza dire quali e quanti (anche se sempre di soldi alla fine si tratta), di interventi pluriennali e interregionali senza nemmeno essere concordi sulla modalità di lotta da svolgere ci sembra alquanto "avventuroso". 

In merito al secondo punto ci pare contraddittorio parlare di disponibilità dei risicoltori senza dire a fare che cosa ?  si dice genericamente che si dovranno fare incontri in Provincia, in Regione, si parla di ambiti pluriregionali e mezzi adeguati (leggi soldi). Chissà se si fosse detto ai risicoltori che devono farsi carico di adottare sistemi di coltivazioni più attenti all'interesse collettivo di milioni di persone o dei costi per risolvere il problema che creano sarebbero stati così d'accordo?.

Con o senza l'alleanza e con buona pace della dichiarata "ordinarietà del problema" non ci pare che quello che si persegue sia un progetto serio che possa lasciar presumere che in un futuro anche lontano "moriremo senza zanzare" !.

L'unico progetto che vediamo ci pare essere il solito: care amministrazioni, cacciate denari, magari mettendo qualche tassa in più visto che ultimamente di soldi ce n'è sono sempre meno, poi vedremo come spenderli. Di una cosa siamo certi che nessuno dei beneficiari si azzarda a garantire qualche risultato.

Aggiungo anche  che come abitante di un Comune vittima delle zanzare delle risaie, sentirmi dire queste cose oltre che stupire mi fa anche inalberare. 

A proposito perché non si comincia ad affiggere striscioni e scritte sui cartelli all'ingresso dei paesi con la dizione:

Comune vittima delle zanzare delle risaie !

Il Monferrato - di venerdì 17 novembre 2006

 

Anche la Provincia di Alessandria continua a 

sbagliare la strategia nella lotta alle zanzare

Dall’articolo comparso su - Il Monferrato - di venerdì 17 novembre 2006 non si può che avere una ulteriore conferma : la prossima estate sarà ancora estate di sofferenza per quanto riguarda le zanzare.

Giustamente rileva l’assessore provinciale Calvo che la Regione Piemonte continua a sbagliare illudendosi che cambiando semplicemente il gestore dei finanziamenti per la lotta ai culicidi, affidandola all’IPLA, si possa ottenere qualche risultato.

Sbaglia, in maniera ancora più grave lo stesso assessore Calvo quando afferma che “serve l’obbligatorietà e l’estensione degli interventi e accordi con le Regioni limitrofe, perché la lotta dia risultati concreti”.

Obbligatorietà degli interventi per chi?, questo Calvo o ed il virgolettato su -Il Monferrato- non lo dicono, eppure è fondamentale.

Dal seguito del discorso parrebbe che la proposta sia di rendere obbligatori gli interventi per i Comuni infestati dalle zanzare. Se così fosse sarebbe semplicemente demenziale !

Si continuerebbe nel solco, fallimentare oltre che ingiusto, applicato in tutti questi anni per cui

-         le risaie generano le zanzare per aumentare gli utili dei produttori di riso

-         le vittime pagano con soldi propri per difendersi dalle conseguenze delle attività risicole.

-         resta comunque confermato che la lotta alle zanzare anche applicata su vasta scala con mezzi non nocivi per la salute e l’ambiente non può essere efficace, vedasi annosa quanto stucchevole diatriba sul biologico, integrato e chimico.

Se questa è la politica in materia della Provincia di Alessandria e del rappresentante dei comuni del Monferrato francamente c’è da preoccuparsi.

Se invece, come non si evince dall’intervista, l’obbligatorietà riguarda i risicoltori, allora la proposta ha parzialmente un senso, in quanto giustamente si fa carico a chi crea il problema di risolverlo.

Approccio corretto nella forma ma comunque sbagliato nel merito.

Infatti attualmente sono coinvolte circa 120 persone per gestire la lotta che annualmente viene condotta su circa metà dei Comuni interessati del Piemonte, tale personale andrebbe moltiplicato almeno per due se non per tre o quattro volte  dovendo intervenire su tutta l’area interessata con relativi costi economici. A questi vanno aggiunti i costi di irrorazione da effettuarsi più volte a stagione estesi ai duecentomila ettari di risaie delle Piemonte e della Lombardia si tratta di diverse decine di milioni di € all’anno che i risicoltori soggetti all’eventuale obbligo di trattamento dovrebbero fare. Il tutto sempre con la grande incognita dei risultati e degli impatti ambientali

Ammesso e non concesso che risultati effettivi si ottengano i risicoltori sono in grado di farsi carico dei costi ? riteniamo di no, (nei prossimi aggiornamenti del sito tratteremo anche di questo).

In conclusione la proposta della Provincia di Alessandria ci pare fufa come già detto per altre iniziative.

Sarebbe comunque interessante anche semplicemente conoscere se l'assessore Calvo si riferiva alla soluzione a) sbagliata nel metodo e nel merito che abbiamo chiamato demenziale oppure in quella b) giusta nel metodo ma sbagliata nel merito; chissà se qualcuno riesce a porre il quesito e soprattutto riesce a ottenere la risposta ?. Ne dubitiamo.

Concludo con un'altra riflessione che riguarda il passato e il presente. Pare desti scandalo il fatto che qualche comune come Ottiglio non partecipi alla lotta integrata alle zanzare che ricordiamo comporta costi anche per il Comune. Ma davvero si trova così logico che i soldi dei contribuenti-vittime dei vari Comuni vengano spesi per tentare (meglio sarebbe dire illudersi di tentare) di far fronte ai problemi creati dalle risaie e da chi con esse lavora e guadagna (per altro legittimamente se non creasse i problemi che crea). Visto che chi scrive è anche uno di questi contribuenti sia chiaro a tutti che per quanto lo riguarda NON è per niente d'accordo con queste inizitive.

Ci pare una situazione più che kafkiana diremmo Fantozziana

EUREKA ! - Per fortuna qualcuno si fa finalmente portatore di proposte sensate, che vanno nella giusta direzione, propugnata dai curatori di questo sito che la sostengono dall'estate scorsa. Diversamente da tanti "addetti ai lavori" che insistono nel sostenere fallimentari iniziative tutte orientate alla repressione del fenomeno diamo atto della "libertà" che l'assessore Scoccati del Comune di Casale Monferrato sta dimostrando assumendo posizioni certamente poco condivise dalle istituzioni e dalle associazioni di scopo che, sempre da anni, operano nel settore.  Già dall'estate scorsa il 6 luglio 2006 in una intervista ad una radio di Alessandria l'assessore si era espresso in tal senso. Riportiamo l'intervento dell'assessore Scoccati del Comune di Casale Monferrato pubblicato sul settimanale locale Vita Casalese e un estratto audio dell'intervista rilasciata alla radio.

 

Vita Casalese del 30 novembre 2006.

 

ZANZARE: SERVE STRATEGIA GLOBALE  

Coltivare il riso in "asciutta" per risolvere il problema insetti

CASALE - Coltivare il riso in asciutta per ridurre il problema delle zanzare. Enrico Scoccati, assessore all’agricoltura a Casale, torna a rilanciare la sua proposta avanzata già nei mesi scorsi. C’erano state reazioni contrastanti. La coltivazione del riso coinvolge interessi enormi. Ma anche il costo sociale del flagello delle zanzare, che di anno in anno diventa sempre più insopportabile, non può continuare ad essere affrontato con costi così elevati e risultati così scarsi.

“La coltivazione in asciutta - dice Scoccati - presenta dei vantaggi notevoli, come l’impiego più razionale delle risorse idriche, la minor proliferazione delle zanzare, i benefici colturali, la diminuzione della produzione di gas serra, la possibilità di prevenire future emergenze sanitarie e la riduzione del passaggio di sostanze tossiche nei terreni. Sono sei punti da non sottovalutare, sei buoni motivi per cambiare metodo colturale e cominciare ad avere risultati concreti al problema zanzare, a fronte delle cospicue risorse economiche impiegate ogni anno per trattamenti utili ma finora del tutto insufficienti. Per quest’anno abbiamo avviato per tempo i contatti necessari a dare garanzie ai Casalesi sulla risoluzione di un fastidio estivo che, oltretutto, costituisce un freno alla crescita di un settore fondamentale nell’economia delle nostre colline, quel turismo di qualità che riscuote sempre maggior gradimento da parte di un’utenza anche internazionale”.

Scoccati chiede “una politica coordinata fra amministratori, tecnici e agricoltori in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, le tre regioni del Nord Ovest che ogni anno si trovano ad affrontare in modo maggiore il fastidio delle zanzare. La vocazione risicola di queste zone ne fa il terreno privilegiato di invasione per 15 miliardi di culicidi (stimati per il 2006): attuare interventi a macchia di leopardo è del tutto inutile e non consente risultati efficaci. È necessaria dunque una nuova strategia globale per non vanificare l’impegno profuso finora”.

Le invasioni estive di Casalese, Vercellese, Novarese, Pavese e aree limitrofe non stupiscono gli addetti ai lavori: “nonostante convenzioni e piani pluriennali, i soldi sono pochi e arrivano in ritardo. Non si riesce ad intervenire tempestivamente sulle larve e comunque i piani regionali coprono solo una parte dei 220.000 ettari di risaie esistenti fra Piemonte e Lombardia - continua Scoccati - a questo punto, poco influisce che il Comune di Casale da anni faccia di tutto per trattare i 30.000 ettari di sua competenza: le zanzare si spostano di decine di chilometri, si moltiplicano da una generazione all’altra e non rispettano né i confini geografici né quelli fra aree trattate e non trattate. La legge regionale sui trattamenti anticulicidi in dieci anni di vita ha insomma dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Certo, sono maturate importanti esperienze, come l’introduzione della lotta integrata (che unisce lotta biologica e chimica), ma nel migliore dei casi siamo riusciti soltanto a contenere il fenomeno fino all’inizio dell’estate. È giunto il momento che le Regioni diano vita ad una strategia globale di interventi, coinvolgendo anche il comparto risicolo”.

      Intervista a Scoccati

 

BENJAMIN FRANKLIN : Siamo nati tutti ignoranti, ma dobbiamo lavorare sodo per restare stupidi.

 

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