15 luglio 2009
L'articolo pubblicato su questo sito il 16
giugno sotto il titolo : Siti, manuali e venditori di...
zanzare, (vedi sotto) ha suscitato diverse
reazioni, ho ricevuto e-mail e telefonate da parte di amici con i quali
collaboriamo da tempo, fra cui Mario Burgo e Asghar Talbalaghi. Pubblichiamo
un utile scambio di e-mail fra i titolari di due siti internet (il nostro e
quello di Mosquito-forum) utile a chiarire che da posizioni diverse tutti si
mira allo
stesso obiettivo. Naturalmente auspichiamo che anche molti altri navigatori,
cittadini, o promotori di iniziative si uniscano per far fronte comune,
ognuno secondo le sue specificità alla situazione e che magari presto
maturino i tempi per promuovere iniziative incisive nei confronti delle
istituzioni inerti su queste tematiche.

8 luglio 2009
Gent.le Enzo Gino,
Leggo sempre con interesse gli articoli che pubblica sul sito
zanzare-risaie.
Amministrando uno dei pochi siti in Italia che tratta l'argomento zanzare e
avendo pubblicato un ebook gratuito sull'argomento mi sento punto sul vivo
dall'articolo in oggetto.
Condivido ciò che scrive, nel mio caso specifico trattandosi di un forum mi
sono reso conto che è difficile controllare le informazioni pubblicate e
conoscerne la vera fonte. Il forum però dovrebbe "naturalmente" portare in
superficie le informazioni vere dei consumatori e delle persone.
Se una trappola per zanzare non funziona, per quanto chi la vende scrive il
contrario, gli acquirenti pubblicheranno le proprie impressioni facendo
giustizia.
Discorso a parte per il disinteresse rivolto al problema risaie. L'argomento
è specifico, chi meglio di lei potrebbe fare chiarezza?
Sarei lieto se volesse arricchire l'ebook gratuito pubblicato sul mio sito
con uno o più capitoli dedicati all'argomento:
http://www.mosquitoweb.it/ebook-gratis-guerra-alle-zanzare.html
Sarebbe pubblicato in versione aggiornata in poche ore.
Le rinnovo inoltre l'invito a popolare di informazioni e messaggi la sezione
a voi dedicata sul forum del MosquitoWeb:
http://www.mosquitoweb.it/phpbb/zanzare-risaie-f43/
Spesso il confronto con i normali cittadini è promotore di interessanti
iniziative e comunque serve a diffondere informazioni su un problema poco
noto.
Rimango a disposizione per ogni dubbio o chiarimento.
Cordialmente,
Mario Burgo.

mittente: Enzo GINO
posta@zanzare-risaie.info
13
luglio 09
Caro Mario Burgo
Ti ringrazio per la e-mail e ti segnalo che il mio articolo
un po' "polemico" non era rivolto a qualcuno o qualcosa in particolare, né
tantomeno a te o ai prodotti trattati nel tuo sito, personalmente non ho mai
voluto fare sperimentazione, nel senso tecnico della parola, di repellenti o
attrezzature per la lotta alle zanzare né intendo farlo.
Quanto scritto nel mio articolo del 16 giugno si indirizzava
semplicemente ad un specie di deriva culturale assai diffusa nella nostra
società nell'affrontare tutti i problemi collettivi, quella cioè di
preferire sempre le cure alle prevenzioni. Le cure possono offrire spazio a
tutti di intervenire con le proprie iniziative, ma purtroppo spesso (come in
questo caso) si disinteressano delle vere cause del problema.
Le seconde: le prevenzioni, invece implicano un cambiamento
dei modi di operare per affrontare i problemi da parte di alcuni che sono
molto "affezionati" alle proprie pratiche e che costituiscono il nocciolo
del problema.
Con una metafora: è meglio smettere di fumare o curare le
malattie del fumo ? (tieni presente che nella metafora il fumo danneggia
soprattutto i fumatori, questo modo di coltivare il riso invece danneggia
soprattutto la collettività oltre che l’ambiente)
E' evidente che le due tesi (curare e prevenire) pur
finalizzate entrambe al bene comune si muovono in ambiti diversi ed è
altrettanto vero che talvolta si ha l'impressione che in fondo si dica:
“basta attrezzarsi opportunamente con spray e macchinette varie e i problemi
si risolvono”; ciò che invece chiediamo è semplicemente quello di
evidenziare, come farebbe un buon medico curante, che va bene curarsi ma
sarebbe magari utile intervenire sulle cause (che non sono tanto o solo
l’acqua nei tombini)
In questo senso mi pare che molti credano più facile proporre
soluzioni che, senza alterare le abitudini colturali e culturali dei
risicoltori e quindi di un importante e potente settore dell’economia
nazionale, risolvano il problema delle zanzare.
Se così fosse veramente ne sarei contento, si salverebbero
"capra" delle sommersioni alternate e i cavoli dei cittadini perseguitati
dalle zanzare (che comunque sempre a spese proprie risolvono problemi creati
dalle attività produttive operate da altri) .
Ritengo che purtroppo non sia così, gli utili palliativi
servono forse a far "soffrire" meno in qualche sera d'estate (ne faccio
ampio uso anch'io) ma ritengo non risolvano il problema.
In ultima analisi la questione si riduce al solito
confronto: sono i cittadini che si devono adeguare alle condizioni di vita
creati dalla pratica di attività economiche che potrebbero facilmente esser
modificate senza alterarne sostanzialmente la redditività, o come sempre i
cittadini devono farsi carico di difendersi delle conseguenze, ammesso e non
concesso che riescano a difendersi, cosa tutta da dimostrare?.
E’ evidente che la risposta di molte istituzioni private e
pubbliche tende a non “disturbare” le metodologie adottate dai risicoltori
che costituiscono una forte organizzazione rispetto a cittadini “sciolti”.
In questo contesto spetterebbe alle diverse associazioni ambientaliste, di
difesa dei consumatori, del turismo ed a tutti coloro che ritengono
importare salvaguardare gli interessi collettivi attivarsi. Pare purtroppo
che così non sia….
Personalmente ritengo preferibile dedicare le mie poche
risorse di tempo, intelligenza e denaro per una causa che porti o almeno
indichi e promuova LA soluzione del problema, pur rispettando la posizione
di tutti coloro che si arrabattano per cercare di risolvere alla meglio la
propria quotidiana convivenza con le zanzare come si fa dalla notte dei
tempi (e fra questi ci sono anch’io); penso sia necessario ricordare visto
che nessuno lo fa (chissà perché?) che nelle risaie c’è tanta acqua dove si
sviluppano tante zanzare e che se non si affronta “la madre di tutte le
battaglie”, ossia il passaggio alla coltivazione del riso in asciutta, non
si risolverà mai il problema.
Ho letto l’e-book
che mi hai indicato e, devo dire che apprezzandolo per le numerose
indicazioni riportate, non lo condivido in alcuni aspetti. Al di là del
buttare la responsabilità sui cittadini senza nemmeno un riferimento alle
citate pratiche colturali che sono la causa prima delle zanzare. Francamente
quando faccio il giro del mio giardinetto per liberare le pozzette d’acqua
che si sono formate in qualche avvallamento del terreno impermeabilizzato
dalla presenza di foglie morte o in qualche ciotola dell’acqua per i gatti e
poi alzo lo sguardo e vedo dalle mie colline migliaia di ettari del
cosiddetto “mare a quadretti” delle risaie sommerse, devo dirti che mi
sento un po’ cretino. Sensazione che immagino provino tutti coloro che
verranno multati come si propone nell’e-book perché non provvedono a
eliminare i depositi d’acqua.
Infine una notazione da “amarcord”. Quando ero piccolo (50
anni fa) bastava in estate alzare un dito in cielo per vedersi posare un
libellula sulle punta del dito per tante che ce n’erano; quando si viaggiava
sulle strade della pianura vercellese si doveva procede a passo d’uomo per
non scivolare sull’asfalto reso viscido dai corpi di milioni di rane
schiacciati sotto le ruote dei veicoli in transito. Le risaie venivano
sommerse da primavera all’estate, senza fasi di asciutta, con alti battenti
d’acqua rispetto ad oggi, e in esse pullulavano carpe ed altri pesci. Ma le
zanzare ci sono sempre state. Scrivo ciò a ulteriore riprova del legame
stretto e indiscutibile fra questo sistema di coltivazione del riso e le
zanzare ed anche per evidenziare la superficialità con cui tanti esperti
entomologi (per fortuna non tutti) affrontano da decenni, naturalmente senza
risolverlo, il problema delle zanzare.
Ciao
Con stima
Enzo GINO

16 giugno 2009
Siti, manuali e venditori di...
zanzare
Ogni tanto ci dedichiamo alla navigazione su
internet per vedere che si racconta sulle zanzare, così scopriamo sempre
cose nuove e interessanti. La più interessante è la scoperta che da qualche
anno a questa parte sono aumentati i siti che trattano della lotta alle
zanzare e la cosa ovviamente ci fa tanto piacere; ma c’è un aspetto invece
che francamente non ci piace. Tutti si danno un gran da fare a raccontare
come combattere le zanzare, producendo innumerevoli attrezzi per attirarle
ed eliminarle; pomate, spray e manuali si sprecano ed anche gli esperti
pullulano, tutti sanno tutto sulle zanzare, ma queste continuano
imperterrite e direi indifferenti a tutto questo umano agitarsi a
moltiplicarsi a diffondersi a pungere.
Notiamo anche che, come i risicoltori, tutti
questi siti, esperti, librai, giornalisti, venditori, raccontando sempre di
tutto e di più sulle zanzare evitano accuratamente di citare quella che
ormai è riconosciuto anche a livello istituzionale e cioè che le zanzare
trovano nelle risaie un importante, noi affermiamo il principale, ambiente
per la loro riproduzione, moltiplicazione e successiva diffusione.
Va bene, come “gracidano” ormai tutti i
manuali, che bisogna evitare le pozze d’acqua, va bene che spieghino che la
zanzara tigre si riproduce anche nelle piccole ciotole negli orti, va bene
tutto, ma della più grande pozza d’acqua d’Europa che ogni anno copre gran
parte della pianura Padana siamo noi gli unici a parlarne?, nessun altro ha
nulla da dire?
Un dubbio ci assale: mettiamo, per caso
naturalmente, che si eliminassero le risaie in sommersione per fare
finalmente quelle, del tutto naturali e produttive, realizzate in asciutta.
E mettiamo che le zanzare con oltre duecentomila ettari di specchio d’acqua
in meno a disposizione, calassero drasticamente di numero tanto da non
costituire più un problema così sentito dalla gente. Che ne sarebbe di –
manuologi -, - sitologi -, esperti e capitoli di bilancio delle pubbliche
amministrazioni che pagano a destra e manca con i nostri soldi di
contribuenti? Che ne sarebbe di tutto quell’indotto di venditori di
apparecchi, pomate, spray, piante dai poteri miracolosi contro le zanzare,
zanzariere, ecc. ecc.?, quanti introiti verrebbero a mancare, quanti “posti
al sole” non ci sarebbero più?
Ci pare di vedere la solita storia della
nemesi delle istituzioni: c’è un problema, si creano istituzioni pubbliche e
nascono spontaneamente quelle private per risolvere il problema, ma
entrambe, fatte di persone “che tengono famiglia”, scoprono che finché c’è
il problema loro possono campare bene e magari anche crescere e quindi,
consciamente o inconsciamente, si dicono: perché risolvere un problema, che
mi dà da vivere? Però, d’altro canto, non si può nemmeno chiedere soldi e
riconoscimenti in cambio di niente, bisogna pur fornirlo un servizio,
bisogna pur dare qualcosa, e così nascono “ricette” che lungi dal risolvere
alla radice il problema danno l’illusione di risolverlo senza però mai
riuscirci. Nel migliore dei casi trasferiscono il carico delle soluzione da
chi crea il problema a chi lo subisce. Ci ricorda il giochino delle tre
carte, credi di saper dov’è l’asso ma ti sbagli sempre.
Finchè il gioco dura i biscazzieri continuano
a campare, poi quando passerà di moda, perché a forza di “gridare al lupo”
senza vedere risultati la gente si stufa e passerà di moda… allora tutti
pronti a buttarsi su qualche altro nuovo oggetto del desiderio…
Morale: riteniamo sia una questione di
serietà che oltre alle ciotoline d’acqua in giardino ed ai tombini dove si
moltiplicano le zanzare si considerino anche le risaie come importanti, noi
affermiamo principali, generatori di zanzare. Capisco che non si venderanno
mai spray ai risicoltori da spargere sui loro campi sommersi, né costoro
andranno mai a comprare attrezzi o manuali che riducano sensibilmente le
zanzare generate in risaia, ma se nei ponderosi detti manuali, o sulle
scatole dei contenitori dei vari aggeggi di lotta alle zanzare, si mettesse
anche qualche parolina sulla principale fonte di problemi “zanzareschi”: le
risaie, forse si riuscirebbe ad unire l’utile personale di chi vende
qualcosa, ad una utile informazione pubblica che non produce alcun lucro
(anzi spesso produce nemici!), ma si farebbe però cosa "buona e giusta e
fonte di salvezza" (mi si perdoni per l'uso profano della ecclesiale
prefazio di ringraziamento). Tanto siate tutti tranquilli, non è che
così facendo da domani le risaie in sommersione scompariranno… ancora per
anni temo le zanzare continueranno ad esserci insieme a chi propone
soluzioni per difendesi dalle stesse, non è detto che continuerà ad esserci
chi invece propone l'unica soluzione per evitarne la proliferazione.