lotta alle zanzare tutto l'anno: febbraio '09

I SUOLI DELLE RISAIE 

 

Il 22-23 gennaio 2009 si è tenuto presso l’IPLA a Torino un interessante convegno dal titolo: - I suoli delle risaie - organizzato di concerto con l’Associazione Italiana Pedologi. Ci siamo permessi di pubblicare le slides degli interventi che potrete trovare anche sul sito dell’associazione http://www.aip-suoli.it/news/2bacheca.htm  accompagnadole con nostri  commenti.

 

Interessante l’esposizione del dott. Laruccia il quale partendo da una analisi delle caratteristiche fisico-idrologiche dei suoi individua il fabbisogni di acqua nelle risaie. Lo studio parte da una indagine condotta per conto del Consorzio Irriguo della Baraggia Biellese e Vercellese  su un area di circa 17.000 ettari di cui 13.000 a risaia.

Il dato più interessante è la definizione della perdita d’acqua per filtrazione. Attraverso la definizione della Conducibilità idraulica satura (Ksat) del suolo riferita sottostrato meno permeabile che spesso si ottiene mediante operazioni di compattamento svolte appositamente dai risicoltori proprio per ridurre la permeabilità, il relatore arriva a definire la relazione esistente con  le perdite per filtrazione.

In funzione della tessitura dei terreni tipici della zona: F: Franca, FL: Franca Limosa, FS: Franca-Sabbiosa, si ottengono perdite d’acqua per filtrazione compresa fra i 5.000 ed i 30.000 mc per ettaro all’anno.

 

Ci permettiamo quindi una riflessione “spannometrica” considerando una media di 17.000 mc/anno per 200.000 ettari di risaie (anche se in realtà sono di più) le perdite d’acqua ogni anno per filtrazione ammontano a circa 3.400.000.000 mc

 

L’autore ci dice anche che altre funzioni di pedotrasferimento (quelle impiegate per la definizione delle curve di ritenzione idrica e di conducibilità idraulica in funzione del contenuto idrico per i diversi orizzonti: PTF) sovrastimano anche di un fattore 10 detti valori; una analisi finale fra consumi stimati e consumi misurati comunque starebbe a dimostrare la validità del metodo adottato.

 

Sotto ilo profilo dell’evapotraspirazione il relatore evidenzia che: Mentre dal punto di vista concettuale e pratico la traspirazione del riso può essere modellizzata, e quindi stimata, in maniera analoga alle altre graminacee a paglia,  per quanto riguarda l’evaporazione va considerato che nel caso della risaia essa avviene da uno specchio d’acqua e non da un suolo più o meno umido di conseguenza l’albedo dell’acqua è mediamente 5 volte maggiore di quello del suolo. Ciò significa che l’assorbimento della radiazione solare, e di conseguenza la componete radiativa dell’evaporazione, sono anch’essi 5 volte maggiori rispetto al suolo.

 

Ma il relatore fa anche un’altra valutazione:  per 30-45 giorni all’anno vi sono perdite evaporative in assenza di coltura.

 

 

 

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