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La Stampa - Vercelli - 24-4-2007 "E io farò crescere il riso
all'asciutto"
La scienziata che da tre anni MARCO FERRANDO VERCELLI
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In asciutta si può ma ... non tutti lo sanno
Della dott.ssa Lupotto abbiamo già riportato sul sito due articoli uno relativo alle rane e l'altro riguardante proprio la sperimentazione del riso coltivato in asciutta. Per l'importanza che questo articolo riveste abbiamo voluto porlo in giusta evidenza. Ci permettiamo come sempre qualche riflessione sul caso. La Regione Piemonte da anni investe miliardi delle vecchie lire e milioni degli attuali euro per tentare di risolvere, senza alcun risultato, il problema zanzare; affronta il problema della rischio siccità spendendo soldi per invasi, canali di irrigazione, tenta di risolvere la grave perdita della biodiversità finanziando interventi in risaia, ma non un Euro per qualche forma di sperimentazione di coltivazione del riso in asciutta che, come è ormai ampiamente dimostrato risolverebbe alla radice il problema delle zanzare, ridurrebbe drasticamente gli spechi d'acqua e moltiplicherebbe la biodiversità senza parlare della riduzione dei gas serra ecc. ecc. . Finanzia iniziative che da anni reiteratamente si dimostrano fallimentari e non considera sperimentazioni che sono molto più che promettenti e che oltre ad essere ambientalmente logiche e coerenti, sarebbero risolutive rispetto ai problemi creati. Perchè ? Evidentemente per la Presidente Bresso e l'assessore all'agricoltura Taricco gli argomenti portati da esperti di diversa provenienza a sostegno della riconversione sono tutte facezie al confronto dei pesanti argomenti dei coltivatori di riso. Tant'è che la Presidente Bresso ha invitato i sindaci (La Stampa del 4 maggio) ad anticipare le ordinanze con cui regolano l'uso dell'acqua per l'irrigazione di orti e giardini. Ovviamente sono le patate e le begonie dei nostri giardini che faranno risparmiare l'acqua. Così come lo sono anche per il candidato presidente della Provincia di Vercelli Carcò e segretario dei Verdi Sellaro che nell'articolo comparso su La Stampa del 9 maggio, da esperti e sensibili ambientalisti ritengono diversamente da esponenti di Pronatura e Legambiente che le risaie vanno bene così come oggi sono |
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