lotta alle zanzare tutto l'anno: marzo '08

vai all' Aggiornamento 25 marzo 2008

Aggiornamento 19 marzo 2008

I principali articoli che troverete nel sito saranno progressivamente tradotti nei QUADERNi di Zanzare-Risaie che potranno esser scaricati, stampati e diffusi, sono attualmente disponibili per il download :

QUADERNO n° 1 sulle BIODIVERSITA' , 

QUADERNO n°2 sull'INFORMAZIONE ,

QUADERNO n° 3 sui GAS SERRA.

La pagina Ridiamoci su è stata integrata con qualche simpatica clips.

Infine pubblichiamo quella che potrebbe essere una importante notizia: l'IPLA la società che fa capo alla regione Piemonte e che ha avuto l'incarico di cordinare la lotta alle zanzare nella regione, per bocca del suo presidente Lido RIBA ha dichiarato che  per la lotta alle zanzare nel 2008 si stanno prendendo in considerazione anche le “tecniche agronomiche, tra cui quelle che impieghino meno alternanza di cicli  di allagamento-prosciugamento e ricorso alla coltivazione in asciutta.” (La Stampa di Alessandria e Provincia del 10-2-2008). Ovviamente abbiamo subito chiesto notizie in merito e siamo in attesa di una risposta.

 

Convegno del 27 febbraio ad Alessandria: 

l'informazione negata

 

Il convegno del 27 febbraio avrebbe potuto dare  un nuovo significato alle iniziative di lotta alle zanzare sia da parte delle istituzioni pubbliche che dei singoli cittadini o delle associazioni, ha infatti evidenziato un aspetto sino ad oggi certamente sempre trascurato : i rischi per i cittadini di contrarre malattie tropicali trasmesse da questi ditteri. 

 

Il condizionale resta purtroppo un obbligo perchè poco o nulla di quanto detto dai circa 20 relatori in quasi 10 ore di interventi è stato riportato all'esterno dai mass media. Daremo noi alcuni cenni  di quanto relazionato, giusto per evidenziare l'importanza degli argomenti trattati. 

 

La connessine fra zanzare e rischi per la salute è un aspetto che  su questo sito avevamo già segnalato sin dai suoi esordi, oltre un anno e mezzo fa, ma che eventi come l'insediamento stabile del Chikungunya in Italia, e numerosi altri evidenti  indicatori confermano, a puro titolo esemplificativo basti pensare al rischio connesso ad altre  malattie come il Dengue, più pericolosa del Chikungunya, ma che è difficilmente distinguibile da quest'ultimo, al fatto che è in crescita esponenziale in oltre 60 Paesi la febbre del Nilo Occidentale insediata ormai stabilmente negli Stati Uniti e che molti danno come prossima malattia con cui anche qui si dovrà fare i conti, all'avanzamento progressivo verso occidente dell'encefalite trasmessa dalle zanzare e che può esser trasmessa anche dalle varietà che proliferano nelle risaie (De Almeida), così come è stato accertato che uova di zanzare di oltre 10 anni erano ancora vitali (Becker); quanto emerso dovrebbe indurre le autorità a porre in essere tutti gli interventi opportuni per il monitoraggio, la prevenzione ed il controllo di queste malattie e fra la prevenzione, noi riteniamo debba esservi anche la conversione delle risaie all'asciutta. 

 

L'Italia si trova, più di altri Paesi Europei, esposta al pericolo di diffusione di queste malattie, essa infatti per la propria posizione geografica si trova ad essere fra gli stati più meridionali d'Europa con un clima più favorevole all'insediamento e alla diffusione delle zanzare, e più vicino ai Paesi extraeuropei dove alcuni di queste malattie sono endemiche come l'Africa oltre ad avere la più vasta distesa di aree sommerse, le risaie, d'Europa.

 

Non solo: l'Italia si trova  lungo le rotte migratorie degli uccelli, che notoriamente sono portatori di questi virus e che trovano nelle aree risicole vaste aree di sosta (Takken); la presenza lungo le coste Italiane dei più grandi porti europei (Genova) in cui attraccano le navi da carico che trasportano ogni genere di merci materiali, animali e vegetali provenienti dall'estremo oriente. 

Ad Alessandria poi si stanno realizzando una serie di interventi infrastrutturali logistici che la attrezzeranno per diventare il retroporto di Genova. Questo e tanto altro è emerso nel convegno di Alessandria, e fra l'altro anche che l' Ochlerotatus Caspius la varietà di zanzare molto diffusa nelle risaie padane ottima volatrice è anch'essa vettore di alcune delle malattie trasmesse dalla zanzara tigre. 

 

Se un limite si vuol trovare al Convegno che, ripetiamo è stato certamente straordinario e positivo per la grande massa di informazioni date, è stata la scarsa attenzione al rapporto esistente fra le zanzare e l'ambiente,  ovviamente noi avremmo voluto sapere molto di più sul nesso esistente fra le zanzare ed un particolare tipo di ambiente: quello delle risaie, non ci pare che il Simposio organizzato nel 2006 che aveva proprio per tema zanzare e risaie analizzasse così approfonditamente le correlazioni fra la diffusione di arbovirus e gli ambienti in cui proliferano le zanzare. 

 

A noi è stato richiesto un intervento sulla informazione: riportiamo il testo integrale dell'intervento (anche in inglese); speriamo vengano riportati, se non integralmente almeno per estratto i testi delle relazioni degli altri partecipanti (a proposito di informazione !), ma temiamo che ciò non accadrà, così come non è accaduto nell'unico articolo limitato sia per estensione che per contenuto comparso su La Stampa, (bisognerà attendere che ne parli di nuovo il New York Times  per veder qualche serio articolo nel merito ? o, peggio,  che scoppi una epidemia ?) 

 

Un riconoscimento all'assessore alla sanità del Comune di Alessandria che oltre ad aver patrocinato (anche economicamente) il convegno, in qualità di medico ha condiviso con noi la denuncia di scarsa capacità da parte sua come di molti colleghi di riconoscere il genere di malattie tropicali trasmesse dalle zanzare. Così come rileviamo con soddisfazione che anche altri relatori (Pensati) hanno evidenziato il disagio derivante dal trasferimento dei controlli dalle ASL ad altri soggetti certamente meno titolati. Sotto questo profilo nel nostro intervento è stato esplicitamente richiesto che detti controlli vengano affidati a soggetti diversi da chi svolge le campagne di disinfestazione per conto della Regione Piemonte e delle Province. Abbiamo infine sottolineato due aspetti importanti : la necessità di tener costantemente informata la cittadinanza risultati delle catture delle zanzare sul territorio, sulle iniziative, sulle modalità di prevenzione e di intervento, nella speranza che come ha affermato la dott.ssa Fonseca anche qui come negli stati uniti (New Jersey) venga creata una rete di controllo sociale sulle iniziative pubbliche in materia; ma l'Italia non è gli Stati Uniti e i rifiuti di Napoli sono lì a ricordarcelo, altro che rete di controllo sociale.

 

Aggiornamento 25 marzo 2008

 

Quattro interessanti aggiornamenti: 

- su www.zanzare.eu troverete gli abstract degli interventi al Convegno del 27 febbraio di Alessandria (in inglese) oltre ad altre interessanti notizie. 

- la regione Piemonte sul suo sito www.regione.piemonte.it di oggi pubblica info sulla campagna 2008 contro le zanzare e alcune notizie su quella del 2007.

- abbiamo riportato sempre dal sito regionale l'ammontare dei contributi al comparto risicolo che per il 2001 ammontano a 34,5 milioni di €

- a Rio de Janeiro epidemia di Dengue 

 

Zanzare : campagna 2007 : l’operazione è riuscita ma il paziente è morto

 

Anche se probabilmente è casuale vogliamo leggere la messa in rete di queste informazioni come una prima timida risposta alle richieste di maggior informazione fatte al convegno di Alessandria e con la nota all'IPLA su riportata.

 

Pur apprezzando ogni notizia su quello che si sta facendo con i nostri soldi per salvaguardare la nostra salute e il territorio in cui viviamo, dobbiamo purtroppo mantenere la nostra critica sul deficit di informazioni, nella speranza che la situazione presto migliori.

Nel sito della Regione Piemonte sono state pubblicate una serie di informazioni (sintetizzate nella presentazione) sui risultati della campagna condotta contro le zanzare nel 2007, su come si intende procedere nel triennio 2007-2009 e sul personale impiegato.

 

Nel documento  sul Piano triennale 2007-2009, ci pare si pecchi un po’ della solita propaganda autocelebrativa a scapito di una corretta e puntuale informazione. Si afferma infatti alla voce - Perché la campagna di lotta 2007 ha funzionato -, (?) che  - L’efficacia media di mortalità larvale rilevata in campo a seguito dei trattamenti è risultata  sempre superiore al 90%. -

 

Non viene detto se e dove sono state conteggiate e quante sono le catture delle zanzare in ambiente, dopo il "desert storm" praticato dell'IPLA, catture che sono poi l’unico parametro che alla gente può interessare.

 

Francamente (ammesso e non concesso) che abbiano sterminato il 90% delle larve, ma che alla sera non si possa cenare all’aperto per colpa delle zanzare, potrà gratificare gli addetti ai lavori, potrà tranquillizzare i risicoltori, ma poco i cittadini che vorrebbe vivere tranquillamente : è una situazione che fa venire in mente per l'appunto la battuta - l’operazione è riuscita ma il paziente è morto! –

 

Secondo punto: non si manca mai di sottolineare il grande impegno dei risicoltori nello spargimento del Bti.

Ripetiamo che sarebbe loro preciso dovere, stabilito dalle vigenti leggi provvedere affinché le attività produttive come la coltivazione del riso non rechi nocumento all’ambiente e alla popolazione ( e come si pretende da tutte le altre aziende produttive); ma al di là di questo non ci viene detto quante aziende agricole su quanti ettari di risaia hanno provveduto a spargere il BTI a primavera e a giugno durante la coltivazione e leggiamo poi che sui 110.000 ettari di risaie piemontesi sono 40.000 quelli su cui vengono svolti trattamenti con gli elicotteri, metodo discutibile a causa dei noti problemi di deriva ossia dello spargimento non voluto ma inevitabile, anche su case, strade, orti ecc. del Bti. Situazione che oltre allo spreco può causare qualche problema. (Si veda quanto accadeva in passato nell’astigiano con l’uso degli elicotteri sui vigneti).

 

Ci viene anche detto che - L’azione, poi, ha “indirizzato” i risicoltori ad adottare particolari tecniche colturali, attraverso la gestione attenta degli allagamenti, delle “asciutte” e della “falsa semina” - Chi lo abbia fatto, su quante aree, con che modalità, non è citato.

 

Ci fa piacere sapere che 65 persone sono state impegnate nel 2007 nelle iniziative per la lotta alle zanzare (i costi sono da aggiungere ai 7 milioni di € ?) è che nel 2008 verranno avviate sperimentazioni per verificare:

- distribuzione di nuovi formulati a base di Bti durante le fasi di concimazione;

- valutazione dell’efficacia di nuovi principi attivi in acqua di risaia;

- sviluppo e sperimentazione di una rete di sensori per la rilevazione delle variazioni dei livelli di adacquamento e delle conseguenti infestazioni larvali;

- valutazione Impatto ambientale Diflubenzuron

 

Comprendiamo anche l’intento divulgativo della notizia data sul sito regionale che per la sede in cui è stata pubblicata non poteva certamente tradursi in dettagli e approfondimenti tecnici, ma crediamo che un sforzo informativo in più potrebbe risultare utile a tutti sia ai cittadini che anche ai tecnici.

 

Perché non rendere accessibile a tutti mediante pubblicazione sia cartacea che in internet un resoconto dettagliato di ciò che è stato fatto, dove, come, quando, con che costi con quanti e quali mezzi e strumenti tecnici e umani sono stati impiegati e soprattutto quali risultati FINALI sono stati ottenuti, ossia quale densità di zanzare è stata misurata sul territorio.

 

Quanti q.li di BTI sono stati sparsi, quanto è costata lo spargimento con gli elicotteri e con gli altri mezzi ? , più in generale quanto è costato far arrivare Bti o diflubenzuron sull’obiettivo ? In che giorni, su che zone è stato fatto e con quali modalità ? . Esiste una cartografia indicante su quali territori sono state fatte queste operazioni ? esiste una carta territoriale che indichi quante sono le presenze conteggiate di zanzare nei diversi giorni e nelle diverse ore del giorno e di quali specie ? C’è una relazione fra gli interventi fatti e le presenze misurate ? E stata considerata l’influenza delle zone non trattate su quelle trattate ? dove si possono leggere le modalità con cui è stata fatta la - gestione attenta degli allagamenti, delle “asciutte” e della “falsa semina” – quali sono le estensioni interessate e come sono stati valutati gli effetti in presenza di aree che tutt’attorno, tale attenta gestione non ha fatto ? 

 

Con queste osservazioni vorremmo soltanto evidenziare che la scienza non è fantascienza e nemmeno propaganda. Ognuna di queste materie ha un ambito di competenza ben preciso, abbiamo ampiamente visto in questi anni le espressioni della propaganda, ed anche quelle della fantasia di chi affermava che le risaie con le zanzare non c’entrano niente (come con i consumi d’acqua), vorremo vedere finalmente la scienza, sappiamo che è l’aspetto più difficile ma ci/vi (rivolto alle istituzioni) tocca se si vuole arrivare a qualche risultato. Chissà che non si arriverà poi, magari quando qualcuno dichiarerà finalmente esaurita l’infinita sperimentazione, a stabilire che l’unica strada per eliminare le zanzare è togliere l’acqua dalle risaie.

 

Da parte nostra definiremo nei prossimi lanci sul sito, una modalità semplice per la misura della densità delle zanzare sul territorio, in modo che qualunque cittadino possa in pochi minuti accertare la reale presenza di zanzare a casa propria, a scuola, sul posto di lavoro o nei dintorni degli spazi che frequenta, pubblicheremo anche i risultati che ci perverranno, cercheremo così noi di fare una cartografia "empirica" delle presenze delle zanzare. Per carità niente di rigoroso ma certamente un indicatore.

 

Come misurare la densità di zanzare ? ricordiamo la formula proposta dalla Regione (sulla quale in verità abbiamo già espresso i nostri dubbi)

 

La formula è la seguente (non spaventatevi per la presenza di logaritmi e potenze)

Log (n°A + n°B0,70 + n°C 0,61 + 1)

Dove A, B, C si raccolgono la diversa aggressività e nocività per l’uomo delle zanzare, il loro numero è riferito alle catture di femmina/trappola/notte ottenute al primo anno o in media con i successivi.

- n°A è il numero delle catture riferite alle zanzare Aedes, Ochlerotatus (nocività elevata)

- n°B è il numero delle catture riferite alle zanzare Culex modestus, Anopheles, Coquillettidia (nocività media)

- n°C è il numero delle catture riferite alle zanzare Culex pipiens, Culiseta (nocività bassa).

 

Se la formula dà un valore inferiore a 1,20 ci troviamo al di sotto della Soglia Minima di Ingresso limite che non giustifica finanziamenti pubblici per programmi di lotta.

Vediamo in numeri che risultano dalla citata formula:

Siamo sotto la Soglia minima se in una notte vengono catturate:

-         7 zanzare del gruppo A, 8 del gruppo B e 8 del gruppo C in totale 23,

-         oppure 83 zanzare del gruppo C e zero delle altre

-         oppure 14 del gruppo A e zero delle altre.

Le catture sopra soglia devono esser effettuate almeno per 4 settimane nella stagione.

 

Se la formula suddetta dà un risultato inferiore a 1,6 siamo al di sotto della Tolleranza.

Per capirci

-         23 zanzare per ciascun gruppo pari a 69 catture per notte

-         oppure 38 catture di zanzare del gruppo A e nessuna delle altre

-         oppure 402 del gruppo C e nessuno delle altre.

 

Prossimamente proporremo un facile sistema di conteggio delle zanzare, in modo che tutti possano farlo e, se ritengono, possano comunicarcelo.

Bisogna tener presente che il livello della Molestia è diverso dalla presenza delle zanzare rilevate quantitativamente con trappole standard. Visto che le trappole sono strumenti che attirano le zanzare catturandole per attrattività esercitate da CO2 o/e la luce ma non tutte le zanzare sono attratte in un ugual modo.

Pertanto per meglio comprendere il livello di fastidio si ricorre a dei protocolli semplici ma rigidi per capire l’attrattività sulla pelle come ad esempio il conteggio dal ginocchio alle caviglie in una postazione fissa, per 10 minuti ad interventi regolari ogni ora e per alcune ore (in relazione alla presenza della luce) al giorno e per alcuni giorni sufficienti (di solito 3-4 giorni).

 

Così si determina una correlazione con le catture che si fanno tutte le settimane (le prove sulla pelle non si possono fare sempre!) nella postazione delle catture di riferimento in quella zona.

 

Questo metodo può essere fatto anche con gli animali ad esempio i cavalli ed è molto più preciso e studiato oltre ad essere unico.

Contiamo le zanzare

Ciascun cittadino può quindi fare una misura della molestia delle zanzare. Ecco come fare:

E' sufficiente mettersi comodi possibilmente seduti, in casa, in giardino, o nel luogo in cui si vuole fare la misurazione, lasciare scoperta la pelle dal ginocchio alla caviglia di una gamba e aspettare 10 minuti. Senza intervenire per almeno 10 minuti per allontanarle o ammazzarle con sonori schiaffoni. Quindi contate le zanzare che vi hanno punto, sia quelle che al decimo minuto vi stanno ancora succhiando il sangue, sia quelle precedenti che dopo il lauto pasto col vostro sangue, se ne sono andate.

Passati i 10 minuti scrivete su un foglio: luogo (comune e indirizzo) dove è stata fatta la prova, giorno, mese, anno e ora della prova, ed infine numero delle zanzare conteggiate come sopra indicato.

Se avete accesso ad un computer scrivere tutto in una mail e inviate a posta@zanzare-risaie.info, altrimenti potete spedire per posta a c.p. 4 - P.T. 13039 Trino - VC - indicando sempre il mittente, di cui comunque verrà rispettata la privacy.

Naturalmente è possibile, anzi auspicabile, fare la prova almeno una volta al giorno, magari sempre alla stessa ora, ogni giorno per una o più settimane, oppure con cadenza di due, tre o quattro volte alla settimana a seconda delle vostra disponibilità, ed inviarci i risultati.

Alleghiamo anche un modello da compilare per semplificare il lavoro, se saranno in tanti a farlo potremo fare una mappa del grado di molestia delle zanzare da pubblicare sul sito a fine stagione.

 

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