lotta alle zanzare tutto l'anno: marzo '07

Riportiamo il comunicato pubblicato sul sito della Regine Piemonte (www.regione.piemonte.it) con le modalità con cui si svolgerà la lotta alle zanzare nel 2007... al fondo di questa pagina ci siamo permessi qualche modesta riflessione.

LA LOTTA ALLE ZANZARE IN PIEMONTE

IL PIANO DI AZIONE 2007

 

Gli ambiti di azione saranno di due tipi: in risaia e in ambiente urbano.

 

IN RISAIA

 

In Piemonte i 100.000 ettari di territorio coltivati a riso hanno un ruolo molto importante nella proliferazione e nella diffusione delle zanzare.

Coltivazioni come quella del riso biologico, quella in asciutta (senz’acqua) o quella con semina su terreno sodo minimizzano lo sviluppo di zanzare, ma sono poco diffuse nella regione. La coltura risicola classica in Piemonte, invece, è quella in sommersione che, con i suoi cicli di “asciutta”, ripropone periodicamente situazioni favorevoli allo sviluppo delle zanzare (in particolare la specie Ochlerotatus caspius, la più fastidiosa).

La pratica agricola delle “asciutte” è quella con cui una stessa risaia viene prosciugata e allagata più volte durante la stagione. A ogni “asciutta”, da una parte, muoiono i predatori naturali delle zanzare (ad esempio le libellule), dall’altra, le zanzare possono deporre sul terreno le uova che poi si schiuderanno all’allagamento.

Conciliare le esigenze agronomiche dei risicoltori con il mantenimento di condizioni avverse alle zanzare, dunque, non è facile, ma con il pieno coinvolgimento degli agricoltori, è possibile.

 

LE METODOLOGIE DELLA CAMPAGNA 2007

 

I metodi che possono essere impiegati, in generale, per contrastare la diffusione di  zanzare nelle risaie sono di due tipi: a) preventivi ; b)  larvicidi

 

La campagna della Regione punta, nel medio-lungo periodo, sui metodi preventivi, che garantiscono i migliori risultati attraverso pratiche agronomiche sfavorevoli alla pullulazione delle larve nelle acque di risaia. Si tratta di metodi, di “lotta indiretta”, che dovranno essere perfezionati nella campagna 2007 attraverso la sperimentazione: in sostanza si tratta di ridurre il periodo di allagamento, posticipando il più possibile la prima sommersione delle camere, e limitare il numero delle asciutte e le variazioni di livello dell’acqua. In particolare:

 

1) la gestione della “falsa semina”. Effettuare bagnature con quantitativi d’acqua analoghi a quelli utilizzati nelle irrigazioni del mais o l’allagamento delle camere per un massimo di 4-5 giorni, in modo che l’acqua permanga nella camera di risaia per un periodo limitato. In questo modo, si stimola la schiusa delle uova ma le popolazioni di larve, non potendo completare il ciclo prima dell’asciutta, non riescono a sfarfallare. La “falsa semina” permette un efficace abbattimento della prima generazione di zanzare, con un incremento rallentato delle successive.

 

 2) La gestione delle asciutte, ovvero la gestione di prosciugamenti e allagamenti, che vengono praticati più volte nella stessa stagione. E’ di fondamentale importanza: ridurre al minimo il periodo di prosciugamento delle camere, durante il quale tende ad azzerarsi la fauna acquatica antagonista delle zanzare e aumenta la deposizione di uova da parte delle femmine adulte; non praticare più “asciutte” dalla metà di giugno in avanti e ridurre al minimo le variazioni del livello di sommersione, per impedire alle femmine di deporre le uova sulle pareti umide emerse degli argini.

I metodi preventivi, o “indiretti”, sicuramente i più efficaci nel medio-lungo periodo, dovranno necessariamente essere affiancati da metodi larvicidi, ben coordinati nei tempi e nei modi ed estesi a tutta l’area implicata, per affrontare l’emergenza nel breve periodo. Non è infatti pensabile adeguare la metodologia agronomica nel giro di poche stagioni.

 

I metodi larvicidi, o di lotta “diretta”, consistono nella somministrazione, nelle acque delle risaie, di prodotti microbiologici o di sintesi chimica:

 

3) distribuzione di insetticida con la semina (Diflubenzuron, che blocca lo sviluppo dell’insetto conducendolo alla morte);

 

4) distribuzione con la concimazione di B.T.I. (Bacillus thuringiensis israelensis,  batterio nocivo solo per le larve di zanzara).

 

In aggiunta ai trattamenti da terra, sono previsti interventi con elicotteri, utilizzando il B.T.I., innocuo per le persone, gli animali, il riso e le altre colture. Saranno, inoltre, sperimentati su scala ridotta altri prodotti larvicidi e tecniche agronomiche sostenibili, che non favoriscono la proliferazione di zanzare e che favoriscono lo sviluppo di limitatori naturali (predatori).

Una capillare rete di informazione è poi indispensabile per individuare le infestazioni dovute alla variazione del livello dell’acqua.

 

IN AMBIENTE URBANO

 

Le attività di lotta sono la lotta larvicida, la lotta adulticida, la divulgazione:  

1) trattamenti nei tombini e negli scarichi urbani con prodotti larvicidi chimici (Diflubenzuron)

3) trattamento dei focolai rurali con prodotti larvicidi a base del formulato microbiologico B.T.I, tranne i casi in cui si rende necessario l’intervento con larvicidi chimici (acque luride, presenza di pupe ecc.)  

Gli interventi di lotta adulticida sono da effettuarsi nel rispetto del principio di soglia  previsto dalla DGR 9777/03.

 

MONITORAGGIO E LOTTA ALLA ZANZARA TIGRE (AEDES ALBOPICTUS)

 

L’Ipla fornirà supporto tecnico nella gestione della rete monitoraggio e svolgerà un ruolo di supporto e consulenza all’organizzazione e alla gestione delle attività di lotta operate dai Comuni.

A supporto dei Comuni capofila che scelgono di non procedere autonomamente nel coordinamento delle operazioni di monitoraggio e nell’attuazione degli interventi di lotta, Ipla SpA è disponibile a gestire direttamente le attività con l’opportuno affiancamento delle Amministrazioni interessate.

In ogni caso, Ipla si rende disponibile, favorendo così le economie di scala, ad acquistare centralmente e per tutti i progetti di lotta (gestiti in proprio o delegati) i formulati larvicidi a base di Diflubenzuron e B.T.I. e il materiale necessario all’attivazione delle trappole attrattive per il monitoraggio degli adulti.  

IPLA Spa

Corso Casale 476, 10132 – Torino

Fax 011/8989333

Tel 011/8998933

ipla@ipla.org

Settore Fitosanitario Regionale

Via Livorno, 60 10144 – Torino

Fax 011/4323710

Tel 011/4323712

fitosanitario@regione.piemonte.it

 

COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

PER LA LOTTA ALLE ZANZARE

  

Ivano SCAPIN  - Dirigente regionale della Direzione Sviluppo dell’Agricoltura

Alessandro CAPRIOGLIO - Dirigente regionale della Direzione Sanità Pubblica 

Roberto ROMI - Rappresentante dell’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immuno Mediate 

Michel BABINOT - Rappresentante del Entente Interdépartementale pour la Démoustication du Littoral Méditerranéen, Francia  

Markos SDRAVIKLIS - Rappresentante del Center for Mosquito Abatement, Grecia 

Eduard MARQUÈS - Rappresentante del Servei de control de mosquits de la Badia de Roses i del Baix ter, Spagna  

Giuseppe BOGLIANI - Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Pavia 

Aldo VIARENGO - Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Vita, Università del Piemonte orientale 

Luca ROSSI - Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia - Settore di Parassitologia e Malattie Parassitarie, Università di Torino 

Mauro PIAZZI - Rappresentante I.P.L.A. SpA 

Alberto ALMA - Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali  (DI.VA.P.R.A.) - Entomologia e Zoologia applicate all'ambiente 'Carlo Vidano' Università di Torino

intervista video

Lotta contro le zanzare

Dalla Regione il nuovo piano strategico triennale

Colpire all'origine il proliferare delle zanzare con misure a basso impatto ambientale e basandosi sulla collaborazione degli agricoltori è la strategia scelta dalla Regione per attuare - con il supporto tecnico dell'Ipla e in azione coordinata con le Province - un programma triennale di lotta a questi insetti .
Le misure - individuate dall'analisi condotta da un tavolo tecnico composto da esperti indicati dai diversi enti, mentre il Comitato tecnico-scientifico indicherà le nuove sperimentazioni e le tecniche di lotta - prevedono nei territori risicoli l'adozione di particolari tecniche colturali come la riduzione dei periodi di allagamento delle risaie, il limite al numero delle ‘asciutte', lo scavo di canali profondi 30-40 centimetri per fare vivere le libellule, utilizzo di insetticidi irrorati anche da elicotteri, lotta biologica già avviata negli anni passati con il bacillus thuringensis israelensis, diffusione di prodotti larvicidi in fase di concimazione e semina dei terreni, mentre in ambito rubano verrà posta particolare attenzione nella lotta contro le zanzare tigre con attività come il trattamento dei tombini e degli scarichi con prodotti larvicidi. La sperimentazione coinvolgerà 210 Comuni, che fanno capo a 19 progetti pilota.
 "Prima di agire - ha sostenuto la presidente Mercedes Bresso presentando il programma il 26 marzo a Trino Vercellese unitamente all'assessore regionale all'Agricoltura, Mino Taricco, ed al direttore dell'Istituto per le piante da legno e l'ambiente, Mario Palenzona, ad una platea composta da assessori provinciali, amministratori locali, esponenti delle organizzazioni agricole e delle associazioni di cittadini che da anni si occupano del problema - abbiamo voluto predisporre un piano che ci permettesse di agire in modo scientifico, sistemico e condiviso. Abbiamo infatti scelto di impegnarci fortemente per la lotta contro le zanzare dopo avere riscontrato la disponibilità di tutti i soggetti interessati a partecipare ad un programma strutturale sulla scala regionale e capace di evitare piccoli interventi poco incisivi. Il primo stanziamento è di 7 milioni di euro e permetterà gli interventi concreti di quest'anno e la sperimentazioni in vista delle prossime stagioni. Si tratta di un problema importante, che vogliamo affrontare nella sua complessità visto che tocca anche la sfera della salute".
"L'intervento regionale - ha proseguito - servirà nel tempo a coprire anche i costi degli eventuali cambiamenti delle pratiche colturali: la collaborazione degli agricoltori, che hanno la diretta gestione degli ambienti dove si origina gran parte della popolazione di insetti infestanti, sarà fondamentale per il ripristino di un equilibrio ambientale che veda ridotta la proliferazione delle zanzare e incentivata quella dei loro predatori naturali, come le libellule. Anche chi vive in città dovrà contribuire ponendo maggiore attenzione ad alcune abitudini, apparentemente banali, come far ristagnare l'acqua nei sottovasi dei fiori, che favoriscono la proliferazione delle larve. Investiremo una parte delle risorse per informare i cittadini".
"L'area di azione degli interventi - ha aggiunto Taricco - è stata individuata nell'intero territorio piemontese, nella consapevolezza che solo un approccio allargato permette un coordinamento delle misure e un'economia di scala nella gestione dei costi. Sono stati attivati contatti con la Regione Lombardia e in particolare con la Provincia di Pavia, nel tentativo di estendere da subito la sperimentazione e, in futuro, ipotizzare strategie comuni, aumentandone l'efficacia. I 7 milioni di euro investiti per il 2007 sono molti, e potrebbero aumentare ancora, a seconda della necessità, ma con gradualità. Questo è un anno di sperimentazione, in cui alcune misure dovranno essere messe a punto e i cui esiti dovranno essere misurati sul medio periodo, per valutare anche le modalità pratiche di attuazione delle azioni previste nel Piano di sviluppo rurale".

 

Foto notizia

da - Il Monferrato 1 luglio 2003 -

... ci dicono ...

 

Una volta in politica c’era un movimento che si chiamava “lotta continua”, in ambito di lotta alle zanzare potremmo parafrasare il movimento di pensiero che da oltre 10 anni ci perseguita come “sperimentazione continua”, (gli effetti sulle zanzare non dovrebbero essere molto diversi ...)

 

Infatti pare che, non ancora soddisfatti di dieci anni di fallimentare “sperimentazione”, la Regione decide di fare una cosa originale, una nuova “sperimentazione”.

 

Ovviamente, come sempre ci è stato detto, viene fatto in modo diverso dal passato , c’è sperimentazione e sperimentazione e poi quest'anno collaborano perfino (bontà loro) i risicoltori ...

 

Per intanto continuiamo a pagare, pagare i costi delle sperimentazioni, pagare per gli sprechi d’acqua (5.000 litri d’acqua per ogni chilo di riso prodotto !), pagare per un ambiente non certamente salubre, pagare per un paesaggio degradato, pagare per il mancato sviluppo turistico, pagare per costruire invasi per l’acqua (naturalmente aspettiamo che qualcuno, questa estate, ci venga a dire di non “sprecare” l’acqua per bagnare gli orti e i giardini); mentre altri continuano ad incassare, incassare contributi dalla Comunità Europea, incassare contributi per gli interventi di salvaguardia (sic !) della biodiversità in risaia, incassare contributi per costruire argini e canali,  incassare interventi assistenziali dalla Regione Piemonte che si fa carico dei problemi di chi i problemi li crea, ma non di chi li subisce e ne viene danneggiato.

 

Eppure i danneggiati sono molti milioni di persone, analogamente le attività produttive, molti di più rispetto ai pochi beneficiari di un sistema di coltivazione che è la principale causa di danni ambientali e territoriali, sprechi di risorse primarie come l’acqua, sprechi di denaro pubblico, inquinamento del suolo oltre che generazione di zanzare.

 

Dove sta la differenza ?, perché la politica, i giornali,  le istituzioni sono così attenti agli interessi  di relativamente pochi  risicoltori e se ne fregano di tutto il resto, cittadini, ambiente  e territorio compresi ?

 

La risposta è semplice:  l’organizzazione; è la storia della civiltà, dalla notte dei tempi : le tribù, le società e gli stati, i movimenti, le corporazioni, le lobby, tutte forme di organizzazione, hanno prevalso ed imposto, anche se numericamente minoritarie,  la propria volontà, le proprie scelte ad altri meno organizzati di loro anche se più numerosi.

 

Grazie alla organizzazione si può riuscire a promuove informazione, comunicazione, discussione, dibattito, confronto, scontro (dialettico naturalmente) tutte cose che oggi non ci sono, oggi c’è soltanto la voce di una parte, quella che nega che le zanzare vengono dalle risaie, (fa piacere che questa bugia finalmente venga smentita, anche se non ho ancora sentito nessun rappresentante di risicoltori ammetterlo),  che nega che con l’asciutta si spreca meno acque (questa la devono ancora da smentire), che nega che le risaie degradano l’ambiente; in questo contesto ci si riferisce ovviamente sempre alle risaie che prevedono la sommersione o peggio che peggio la sommersione alternata.

 

Conclusioni  per questo caldo, in termini di iniziative, mese di marzo 2007:

 

1) il clima si riscalda e forse scarseggerà l’acqua per le risaie, ma visto che i consorzi irrigui, ci dicono, che anche con l’asciutta i consumi sono gli stessi, si continuerà con le sommersione alternate e verranno costruiti nuovi invasi in modo da continuare a garantire le coltivazioni che “utilizzano” più acqua,

2) se proprio l’acqua poi non basta, ci diranno di ridurre un po’ i nostri “sprechi” evitando di consumare corrente e di bagnare l’orto,

3) probabilmente, ci dicono, ci saranno tante zanzare ma, grazie alla nuova originale sperimentazione che prevede la collaborazione dei risaioli i quali interverranno nelle risaie dove, ci dicono,  non si riproducono le zanzare, se tutto va bene per qualche anno ne conteremo di meno !.

 

Uau che fortuna !

 

Noi, intanto, cerchiamo di organizzarci !

 

home

indice generale

su nella pagina