
Da
ormai dieci anni le istituzioni stanno cercando invano di debellare il flagello
delle zanzare. La cronaca dei giornali e gli scaffali di qualche ufficio
pubblico sono pieni di articoli, studi ricerche proposte strategie per
ricondurre a livelli accettabili la presenza di questi insetti che oltre a
presentare rischi per la salute pubblica condiziona l’economia e lo sviluppo
di intere province e di milioni di cittadini.
Un
punto che fu a suo tempo oggetto di grande dibattito riguardava l’origine
delle zanzare. le associazioni dei8 risicoltori negano ancora l’evidenza e cioè che le risaie
sono i principali luoghi di riproduzione delle zanzare, nonostante la questione
sia stata ripetutamente chiarita, in quanto una specie in particolare del genere Aedes predilige la
risaia e dalle catture risulta che questa varietà sia di gran lunga la più
presente.
Da
“il Monferrato” 1 luglio 2003 pag.
4”
(Troverai l'articolo completo alla pagina dei giornali)
Scarsa
l’incidenza – secondo i tecnici - dei focolai extra-risaia: sono circa 700
per una superficie di
70 ettari. Settemila
ettari di risaie in provincia di Alessandria 68 mila ettari nel Vercellese, per
un totale di 200mila ettari con le risaie delle province di Novara e Pavia. Una
superficie che è vastissima, coltivata con il metodo della “sommersione
alternata”. In pratica, nel corso della stessa annata, ogni risaia viene
allagata e prosciugata più volte. Sono le cosiddette “asciutte”, che creano
le condizioni ideali per lo sviluppo delle larve di zanzare. “La
zanzara Aedes Caspius ha bisogno di un terreno asciutto per deporre le uova e
poi ha bisogno che le uova vengano sommerse d’acqua e che l’acqua rimanga
per un certo tempo,” ha spiegato Andrea Mosca, referente tecnico del Comune di
Casale nella lotta alle zanzare. Mosca ha chiarito che condizioni favorevoli
alle zanzare possono essere generate anche da altri fattori, come temporali e
altre colture. Ma
in estate le piogge sono scarse, e l’irrigazione del mais e del pioppo non
causa allagamenti prolungati. Quanto all’irrigazione foraggiera, di durata
maggiore,nella nostra zona è praticata solo tra Occimiano e Valenza ed è
facilmente controllabile. Per tutte queste ragioni Mosca individua la principale
fonte di zanzare nel “sistema risaia, inteso come camera di risaia e tutti i
canali.”
Alle
difese avanzate da Coldiretti, Mosca ha replicato spiegando che i circa 700
focolai extra risaia isolati nel Monferrato occupano una superficie di soli
70 ettari
e sono pericolosi solo in primavera, quando piove di più, a fronte delle
migliaia di ettari coltivati a riso. “Fino
a cinquant’anni fa il riso prevedeva un’unica messa in acqua – ha aggiunto
Mosca – oggi invece la carenza idrica accentua le asciutte.” Ad ogni
prosciugamento delle risaie muoiono i predatori acquatici capaci di uccidere le
larve di zanzara. A
questo si aggiunga che i venti dominanti soffiano verso sud ovest e spingono le
zanzare dalla pianura verso la collina, dove gli insetti trovano aree più
popolate e boscose, con maggiori possibilità di ricovero diurno.
Punto
primo: il 96 % delle zanzare si riproduce nelle risaie
per
poi diffondersi nei territori circostanti