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In Cina si coltiva da 7.000 anni da noi da 500 anni. La pianta del riso è originaria delle regioni dell'Asia sud orientale e grazie a ritrovamenti che risalgono a 5.000 o 6.000 anni fa in una zona della Cina orientale ed in una caverna nel Nord della Tailandia, si può stimare che il riso è coltivato in modo intensivo da oltre settemila anni. Tracce storiche antichissime, che risalgono a tremila anni fa, sono state ritrovate in India nelle regioni del Gange. Le tecniche di coltivazione più antiche risalgono alla tradizione cinese. Nel
1952 un Giapponese di nome Matsuo ha voluto studiare la storia del riso partendo
dal suo profilo genetico. Dai suoi studi risulta che l'Oryza Sativa ha avuto
origine nell'isola di Giava circa ottomila anni fa, tuttavia alcune teorie la
fanno risalire ad una zona della Cambogia. Oltre a queste teorie, l'archeologia
ci fornisce alcune informazioni certe: in Cina, circa settemila anni fa, si
consumava e si coltivava riso. Da altri scavi e reperti rinvenuti in India,
precisamente nello stato dell'Uttar Pradesh, si evince che intorno all'anno Un
imperatore Cinese, che visse tra il 1662 ed il La
stessa scoperta fu fatta in altre parti del mondo: in Italia, in Ungheria, in
Romania e nelle regioni Russe si individuò un riso che poteva essere coltivato
nelle zone dove il clima non consentiva la coltivazione delle varietà
tradizionali. Chiunque abbia viaggiato nelle regioni del Sud Est Asiatico, in
Cina, in alcune regioni dell'Africa, come il Madagascar e Dagli antichi Romani e fino al Medio Evo, in Europa il riso mantiene questa sua caratteristica di spezia esotica, talvolta utilizzato per fare infusi contro il mal di pancia oppure, più tardi, come ingrediente per i dolci, un ruolo che durò fino all'alto Medio Evo. In un libro del 1300 - il “Libro dei conti della spesa” dei Duchi di Savoia - viene registrata un'uscita di 13 imperiali alla libbra di “riso per dolci”. In un editto del 1340 viene ordinato ai gabellieri di Milano di applicare alti dazi alla “spezia che arrivava dall'Asia, via Grecia”. Durante il Medio Evo venne coltivato negli orti botanici degli Ordini Monastici. Sembra che i monaci dell'Abbazia di Montecassino lo abbiano coltivato e studiato a lungo. Un
altro documento del 1371 cita il cereale tra le “spezierie” con il nome di
“Riso d'oltremare” o “Riso di Spagna”. Con il passare del tempo il riso
riesce a riscattarsi. L'occasione è forse offerta dalla situazione che si viene
a creare durante il XII secolo, fitto di grandi carestie, guerre e epidemie,
dove la necessità di un cereale altamente produttivo in grado di sfamare molte
persone divenne indispensabile. In Europa la coltivazione del riso comincia a
diffondersi tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Per capire
l'importanza e la forza di questo “nuovo” cereale è necessario ricordare
che nel 1475 Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano, donò ai duchi d'Este di
Ferrara, un sacco di semi di riso assicurando che sarebbero diventati 12 sacchi
se ben coltivati. Questo rapporto Addirittura nel 1567, al mercato di Anversa, il riso veniva usato come moneta di scambio. Soltanto nel 1690, il riso approda nel Nuovo Mondo, portato dai coloni Europei, comincia ad essere coltivato nello stato della Carolina del Sud. Nel 1839 un Gesuita, Padre Cellari, riuscì ad uscire abusivamente dalle Filippine con i semi di 43 varietà di riso Asiatico: questi semi vennero studiati molto attentamente e diedero origine alla moderna risicoltura fatta di diverse varietà commercializzate e ognuna con caratteristiche proprie. Ancora oggi in Vietnam, nella regione del delta del fiume Mekong, cresce abbondantemente il riso selvatico. Questo viene raccolto dalla popolazione locale con delle imbarcazioni e facendo uso delle piccole falci legate ad un lungo bastone. Attualmente i maggiori produttori
Asiatici sono
Punto
sesto: Se c’è un prodotto autoctono e tipico che i cinesi e Paesi poveri |