E' partita la campagna regionale
(del Piemonte) antizan 2009
E' partito il terzo anno del 4°
triennio di sperimentazione nella lotta alle zanzare in Piemonte. Dunque
facciamo il riassunto delle puntate precedenti.
Dopo almeno dieci anni in cui i
risicoltori negavano ogni responsabilità delle risaie nella abnorme presenza
di zanzare in tutta la valle padana occidentale e colline limitrofe, nel
2006 hanno "spintaneamente" iniziato ad aderire alla campagna regionale di
lotta che prevedeva di intervenire con diflubenzuron e BTI sui loro
"allevamenti" le risaie appunto. Ogni anno le collettività spendono
attraverso la sola Regione Piemonte 7 milioni di €, più quelli spese dalle
province e dai comuni ma non solo, la Regione dà pure 50 € ad ettaro di
risaia a chi "bontà sua" mentre opera nelle risaie approfitta per spargere
diflubenzuron o interviene lasciando qualche pozza d'acqua durante le
asciutte per salvare, rane, pesci, libellule e animaletti vari che si
nutrono di zanzare, altrimenti destinati come tutti gli altri loro simili
che sono la la stragrande maggioranza, a morte sicura. La Regione ci dice
che i risultati sono strepitosi: ben il 90% delle larve di zan viene
annichilita, ma, vista l'esperienza di chi sul territorio ci vive, possiamo
affermare che evidentemente il restante 10% si sviluppa e diventato adulto
ci tormenta per tutta l'estate, non ci lascia consumare una tranquilla
cenetta all'aperto, nè ci lascia vedere o sentire qualche spettacolo estivo
all'aperto in santa pace. Ci piacerebbe sapere qual'è la densità di questi
insetti sul territorio, ma pare che, nonostante le numerose apparecchiature
per la cattura distribuiti in Piemonte, questi risultati non vengono
forniti. Non solo qualche benpensante sindaco di paese delle vicina
Lombardia ha pure pensato bene di multare i cittadini che lasciano qualche
ciotola d'acqua in giro in giardino o sul davanzale mentre come ogni anno
qualche altro - attento - amministratore emanerà decreti contro
l'irrigazione di pomodorini nell'orto per non sprecare acqua, e mentre le
rese delle risaie aumentano ogni anno, nessuno osi parlare di coltivazione
del riso in asciutta perchè i poveri risicoltori perderebbero qualche unità
percento di utile.
Così continuiamo a sentirci
raccontare quanto funziona la campagna antizan, come sono bravi i
risicoltori che collaborano, quante larve vengono sterminate... mentre la
gente continua a lamentarsi e il turismo langue. A tutto questo aggiungiamo
che da qualche anno si è aggiunta alle altre varietà, la zanzara tigre e che
qualche epidemia di Chikungunya si è sviluppata in bassa Valle Padana negli
anni scorsi per la prima volta nella italica storia.
Bene, tutto bene quindi, la
recita continua, - il re è nudo - ma nessuno osa dirlo, salvo la nostra
modesta e trascurabile eccezione. Come sempre la ragione dei più ha bisogno
di qualche evento eclatante per risvegliarsi dal torpore, sperando che non
si debba poi ricorrere ai ripari. Nel frattempo leggetevi le - originali -
iniziative regionali...
- la campagna 2009
- i dati delle province
- le fasi operative
Riportiamo infine un messaggio
tratto da http://www.mosquitoweb.it/
di
camilla » sab giu 07, 2008 8:46 pm
si in piemonte fanno la lotta
alle zanzare nelle risaie, bello
vero?
peccato però che le zanzare siano
migrate in collina dove prima non
c'erano (parlo di circa 20 anni fa)
ed ora non si può uscire alla sera
perchè ti mangiano viva.
in compenso in collina nessuno fa
niente però il comitato che si
occupa di questo ha girato il mondo
per vedere come fanno gli altri.
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camilla
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07, 2008
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ciao
|
bye bye
5 giugno 2009
Novità di primavera (2009) :
poche, vediamole insieme
Fra il 9 e il 13 marzo si
è tenuto un workshop internazionale organizzata dall'EMCA (European
Mosquito Control Association) sulle zanzare. Riportiamo la presentazione
in video (adsl
- isdn) fatta dall'assessore
regionale all'agricoltura Taricco che non manca mai di rimarcare il
successo della campagna triennale condotta a suon di milioni di Euro
dalla regione Piemonte contro le zanzare in risaia. Peccato che nessuno
voglia fornire i dati delle catture prima e dopo i trattamenti. Molti
enti pubblici dichiarano percentuali strepitose di abbattimenti delle
larve di zanzara ma nessuno però ci dice se le sopravvissute sono in
numero tale da condizionare la vita nei territori che infestano. Per
fortuna basta leggersi i giornali per vedere qua e là riferimenti alle
zanzare che condizionano spettacoli e attività all'aperto.
Un'altra prova del insuccesso nella lotta alle zanzare è la
ricostituzione del
Comitato
per la lotta alle zanzare che ora e formato da:
- un rappresentante della
Direzione Sanità, Regione Piemonte;
- un rappresentante della
Direzione Agricoltura, Regione Piemonte;
- un rappresentante della
Direzione Ambiente, Regione Piemonte;
- un rappresentante del
Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia;
- un rappresentante del
Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Vita, Università del
Piemonte Orientale;
- un rappresentante del
Dipartimento di Epidemiologia, Università di Torino;
- un rappresentante del
Dipartimento Protezione Risorse Agroforestali, Università di Torino;
- un rappresentante
dell’Istituto Superiore di Sanità;
- un rappresentante
dell’Entente Interdépartementale pour la Démoustication du Littoral
Méditerranéen, Francia;
- un rappresentante dell’IPLA
spa;
- un esperto in materia
individuato dalla Direzione Agricoltura.
Confrontando con la
precedente composizione vediamo che molti esperti non sono stati più
riconfermati evidentemente avranno assolto appieno il loro compito ed
ora non servono più!
Comunque sia, questo
dovrebbe essere l'ultimo anno della sperimentazione della Regione
(2007-2009) come dichiarava la sua Presidente Bresso. Sta ora ai
cittadini valutare se sono stati un successo o l'ennesimo fallimento;
l'estate è alle porte, l'invito ai nostri lettori è quello di scriverci
le loro "esperienze zanzariche" magari inviandoci anche qualche filmino
da mettere in rete, tanto per far vedere che forse le zanzare continuano
ad esserci, nonostante gli ultimi 21 milioni di Euro spesi dalla Regione
in tre anni (di cui IPLA denuncia che in parte non sono stati ancora
erogati), ed oltre a quelli spesi dagli enti locali.

In attesa di sviluppi vi
suggeriamo di andare sul
sito dell'EMCA dove è possibile ascoltare i numerosi interventi in
video dei relatori (spesso in inglese) che fra il 9 e il 13 marzo si
sono succeduti al workshop di Torino.
dall'EMCA nasce l'IMCA
Su iniziativa dell'infaticabile
dott. Asghar TALBALAGHI si sta costituendo l'IMCA -Italian Mosquito Control
Association- una iniziativa certamente interessante a cui diamo il benvenuto
e con cui ben volentieri ci rapporteremo per capire sempre di più il
problema ancora irrisolto della riduzione a livelli accettabili della
presenza di zanzare sul nostro territorio. Sul sito dell'EMCA
http://www.zanzare.eu
potrete trovare tutte le indicazioni per aderire. Qui riportiamo in link
la
lettera d'invito all'adesione

Oltre al danno la beffa
L'Italia è un ben strano Paese,
lo Stato a tutti i livelli sostiene, finanzia, promuove la creazione di
immensi bacini d'acqua che di anno in anno crescono per estensione allo
scopo di coltivare il riso che potrebbe essere tranquillamente coltivato in
asciutta, finanzia la lotta alle zanzare nelle risaie con milioni di Euro, e
poi fa le multe ai cittadini che lasciano qualche ciotola d'acqua in
giardino. Chissà se qualche intelligente amministratore locale del
vercellese o del novarese o dell'alessandrino avrà la stessa fantastica idea
dei colleghi bresciani ?.
Da 25 a 500 euro per
«accumulo di acqua piovana»
Zanzare nel mirino Multe a chi
le aiuta
di MAGDA BIGLIA — BRESCIA — 5
giugno 2009
ATTENZIONE alle zanzare. Non solo perché le loro punture sono antipatiche ma
anche perché la spada di Damocle di una multa salata, ben 500 euro, ...
ATTENZIONE alle zanzare. Non solo perché le loro punture sono antipatiche ma
anche perché la spada di Damocle di una multa salata, ben 500 euro, incombe
sui ‘complici’. Un’ordinanza comunale vieta su tutto il territorio comunale
di abbandonare contenitori in cui possa depositarsi l’acqua piovana,
compresi i sottovasi da fiori. Impone di gettare nei tombini privati i
prodotti larvicidi, disponibili gratuitamente nelle circoscrizioni, di
privilegiare l’uso della canna per innaffiare gli orti, chiudendo con
zanzariere eventuali serbatoi. Allo stesso modo nelle zone artigianali,
industriali, nei cantieri edili si deve evitare in ogni modo la formazione
di acqua stagnante, disinfestando ogni venti giorni il materiale stoccato
all’aperto, cercando di tenerlo stoccato il meno possibile. La multa va da
un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. La guerra contro la zanzara tigre
sta diventando sempre più dura. Infatti la diffusione è ormai aumentata a
dismisura, rendendo addirittura inutilizzabili i giardini delle villette. La
tigre esotica punge di preferenza proprio gli uomini mentre la nostra
indigena ama gli uccelli; punge di giorno ed è particolarmente aggressiva. E
l’insetto si sta dimostrando sempre più pericoloso. Nel 2007 in Romagna
scoppiò l’epidemia di un virus portato proprio dalla zanzara tigre che può
farsi veicolo di malattie. La cosa fu risolta ma si ammalarono in duecento.
Il Comune da anni cerca di bloccare l’acerrimo nemico ma senza riuscire a
sconfiggerlo. «Anche perché serve l’aiuto dei cittadini che siano informati
e vigili» spiega l’assessore competente Paola Vilardi. Duecentomila euro
sono stati stanziati per disinfestare 40mila tombini dalle larve in maggio,
con ripetizione adesso in giugno, con appalto alla ditta Sauber alla quale
possono rivolgersi anche privatamente i bresciani che ne hanno bisogno non
più però in convenzione.
L’ASL DA PARTE SUA terrà monitorate 120 ovitrappole per individuare le zone
più popolate. La società Agricoltura e Ambiente porrà sotto controllo la
disinfestazione pubblica per verifcare correttezza ed efficacia. Volantini e
fascicoli informativi sul da farsi verranno distribuiti nelle
circoscrizioni. Alcuni comuni, per esempio Castelmella e Leno, e strutture
sanitarie del circondario, come del resto del paese intero, si sono rivolti
ad ‘Ambrogio vivai’ di Leno dove viene prodotta la ‘catambra’, una pianta
che tiene lontane le zanzare
bye bye