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GARA di CACCIA alla ZANZARA

Domenica prossima si tiene la terza edizione del 'Campionato italiano maschile di caccia alla zanzara'. A San Nazzaro Sesia, un comune di 600 abitanti nel Novarese, terra di risaie e di zanzare, è la sede ideale. Decine di persone andranno a caccia degli odiati insetti armati al massimo di una racchettina brevettata per la guerra manuale alle zanzare. Ideatore della competizione è un barbiere di Robbio (Pavia), Simone Accardo, che ha già organizzato gare europee di caccia alle zanzare a coppie e adesso sta progettando una competizione mondiale. Gli insetti uccisi, "al volo e sul corpo delle persone" saranno deposti in "zanzarbare", piccoli sarcofagi costruiti apposta per la competizione, con tanto di cerimonia funebre. La competizione dura una decina di minuti ed alla fine ci saranno premi, in denaro e in natura, per chi ne avrà uccise di più. Premi? Chi salirà sul podio avrà 10 euro per ogni zanzara uccisa e un asino al primo classificato, un maiale al secondo, un' oca al terzo. 

«Professione» ammazzazanzare: guerra all'ultimo sangue

 

VALLE LOMELLINA (Pavia) — In principio erano i "Ghost-busters", impavidi cacciatori di spiriti e fantasmi, sempre pronti a liberare l'umanità dai fastidiosi esseri invisibili. Poi venne l'estate del 2000 e con essa qualcuno pensò di liberare l'"umanità" da altri esseri, quasi invisibili, e sicuramente altrettanto fastidiosi: le zanzare. I primi "Mosquito-busters" (cioè "cacciatori di zanzare") che la storia conosca, si sono sfidati ieri sera a Valle Lomellina, in provincia di Pavia. Non poteva essere scelta zona migliore per il primo campionato mondiale di "ammazza-zanzare", visto che, grazie al clima "favorevole", alle risaie e ai vari campi coltivati a mais sparsi un po' ovunque in paese, a mancare qui non sono certo i noiosi insetti. Teatro del torneo è il campo sportivo, dove, per l'occasione, è stata ricavata una "riserva" per moscerini 30 per 30. L'ideatore è Simone Accardo, barbitonsore (se lo chiamate barbiere si offende), già inventore, tanto per interderci, della Sagra della Cozza in Lomellina (non fa una piega) e del primo Battisti Fan Club a livello mondiale. L'obiettivo della gara è naturalmente quello di stecchire quante più zanzare possibili in dieci minuti. I concorrenti che si sono affrontati sul "campo di caccia" erano 25. Una lotta all'ultimo sangue, (e di sangue è proprio il caso di parlare, dato che i piccoli vampiri non ne succhiano poco), per contendersi la "zanzara d'oro", premio andato al primo classificato. "Il nostro territorio - spiega Accardo - d'estate diventa il regno delle zanzare e così ho pensato che farne fuori qualcuna non sarebbe stato poi un delitto". I concorrenti hanno dovuto rispettare un rigido regolamento, sia nel vestire che nello svolgimento del campionato: era d'obbligo, ad esempio, il pantaloncino corto e assolutamente vietato uccidere l'insetto con "armi" diverse dalle mani. Ogni zanzara acchiappata è stata poi posizionata nell'apposita zanzar-bara. Il conto delle zanzar-bare ha decretato il vincitore. A consegnare l'ambito premio è stata ovviamente Miss Zanzara davanti a centinaia di spettatori divertiti e increduli. "Sapevo che l'iniziativa avrebbe riscosso successo - confessa Accardo - ma non pensavo così tanto". All'evento, infatti, non sono mancate le televisioni di mezzo mondo, la Rai, una tv londinese, un'altra tedesca, una francese, giornalisti e inviati della stampa nazionale. Un successo che ha già spinto il barbitonsore lomellino a dare ancora una volta il meglio di sè: "L'anno prossimo - spiega - organizzeremo il campionato del mondo di ammazza-zanzare per sole donne. La vincitrice si aggiudicherà 50mila lire per ogni zanzara stecchita".
Umberto Zanichelli

Study on the flying height of Aedes caspius and Culex pipiens females in the Po Delta area, Italy.
Bellini R, Veronesi R, Draghetti S, Carrieri M.
Centro Agricoltura e Ambiente, Crevalcore, Italy.

We have studied the vertical distribution of Culicidae in the "Ancona di Bellocchio" protected area (Regional Park of the Po Delta, Emilia-Romagna, Italy) by means of nonilluminated CDC traps baited with CO2. Traps were placed at heights of 1.5, 3, 4, and 5 m from the ground in open areas and at 1.5, 3, 4, 5, 6, and 7 m in wooded areas. We calculated the average flying height of the species caught, i.e., in order of decreasing flying height, Culex pipiens Linnaeus s.l., Culex modestus Ficalbi, Coquillettidia richiardii (Ficalbi), Aedes detritus (Haliday), Aedes caspius (Pallas). We also calculated the linear regression lines for both sites and found that 90% of Ae. caspius flew within a height of 1.64 m from the ground level, 95% within 2.68 m, and 99% at a height not exceeding 4 m; whereas 90% of Cx. pipiens moved within 3.45 m from the ground level, 95% within 4.02 m, and 99% within 4.76 m. The vertical distributions of Ae. caspius and Cx. pipiens did not vary significantly over the seasons and were not affected by the presence of trees or variations in temperature and wind velocity within the range of measurements obtained. The data obtained provide useful information for planning Ae. caspius control measures based on a mechanical barrier capable of preventing mosquitoes from moving toward residential settlements and tourist resorts bordering on the protected area as an alternative to aerial treatment with the larvicide Bacillus thuringiensis subsp. israelensis.

(Lo studio svolto ad Ancona di Bellocchio) nel parco regionale del delta del Po in Emilia - Romagna con trappole senza luce alla CO2 ad altezza di 1,5 - 3 - 4 e 5 m in aree aperte ed a 1,5 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 metri di altezza in aree boscate ha portato alla conclusione che il 90 % delle Aedes caspius vola sotto i 1,64 m dal suolo, il 95% sotto 2,68 metri, il 99% non supera i 4 metri. Il 90% delle Culex pipiens vola sotto i 3,45 m dal suolo, il 95% sotto i 4,02 e il 99% sotto i 4,76m. la variazione delle altezza non cambia significativamente al cambiare delle stagioni, dalla presenza di alberi o dal variare della temperatura nè dalla velocità del vento. I dati propongono quindi un piano di controllo delle specie citate basato su barriere meccaniche capaci di limitare il movimento delle zanzare verso gli agglomerati urbani, aree turistiche o aree protette e costituisce una alternativa al trattamento aereo con larvicida BTI).

Domanda : e se invece di perimetrare le aree edificate circondassimo tutte le risaie con barriere alte 5 metri ?

Dagli scavi del tunnel del Frejus un prezioso fertilizzante per le risaie piemontesi

 Quando i prodotti di scarto diventano ricchezza

Di Emiliano Germani

Prendere esempio dalla natura che ricicla tutti i materiali. E’ questo il motto da cui sono partiti gli studi del professor Luigi Bistagnino, responsabile del corso di laurea in Design del Prodotto Ecosostenibile dell’università di Torino. La sua idea? Riciclare gli scarti di terriccio rimossi dall’enorme cantiere per la costruzione della nuova galleria di servizio del Frejus. In particolare, delle 260 mila tonnellate di materiali di risulta, almeno 148 mila tonnellate sono composte da silicio. Un minerale che ha eccellenti proprietà fertilizzanti se utilizzato nelle risaie, perché aiuta la fotosintesi, stabilizza il terreno, previene i rischi alluvionali, aiuta a prevenire alcune patologie.

Secondo Bistagnino, spargere uno strato di un centimetro di silicio sui 111mila ettari di risaie piemontesi avrebbe vantaggi incredibili, perché da un lato migliorerebbe le colture permettendo anche di ridurre l’uso dei pericolosi fitofarmaci, dall’altro consentirebbe di eliminare gratuitamente parte degli scarti di escavazione (il cui costo di smaltimento si aggira intorno ai 50 euro per tonnellata). Ma il ciclo del silicio non finirebbe con la fertilizzazione dei campi. Gli scarti del riso, costituiti dalla cosiddetta “lolla”, sono a loro volta ricchi di silicio puro che può essere riciclato per vari usi industriali, come ad esempio per la produzione di microchip. Insomma, del silicio non si butta via nulla.

 

http://www.ambientevita.it/argomenti/agricoltura/risosilicio.htm

         

 

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