lotta alle zanzare tutto l'anno: ottobre '06

Il mese di Ottobre è caratterizzato da diversi eventi importanti sul fronte zanzare. Il Simposio tenutosi ad Alessandria giovedì 12 e le iniziative che intanto stanno andando avanti in Regione.

Partiamo dal primo: purtroppo non abbiamo potuto partecipare per questioni di lavoro, (chi scrive si trovava all'estero per motivi di lavoro proprio in quei giorni), né è stato inviata alcuna forma di avviso per tempo dell'iniziativa anche con telefonata o e-mail; faremo pertanto le nostre osservazioni sulla base degli articoli comparsi sulla stampa locale. 

Francamente l'articolo de La Stampa ci è parso alquanto sintetico nel riportare l'evento che ricordiamo era un Simposio internazionale promosso dalla European Control Mosquito Association e dal Dipartimento scienze ambientali dell'Avogadro, specialmente se comparato anche semplicemente come estensione al ben più lungo articolo comparso a settembre di pubblicità all'iniziativa.  Riportiamo in compenso l'intervento integrale del famoso entomologo (il televisivo amico degli animali)  Giorgio Celli di cui non ci pare di aver letto alcuni importanti passaggi in nessuna delle recensioni che i giornalisti hanno fatto del Convegno.

Notiamo che rispetto a qualche precedente edizione questa volta non viene citato il dott. Michel Babinot esperto francese dell’EID di Montpellier (forse non era nemmeno presente) che in precedenti convegni ricordava come in Francia si fossero ottenuti ottimi risultati utilizzando per tre quarti il composto chimico e un quarto il BTI (Bacillus Thuringensis Israelensis), inoltre aveva definito il Temephos così poco tossico da esser consentito anche per il trattamento delle acque potabili. Peccato che a causa degli effetti sulla salute pubblica, la Comunità Europea da quest’anno con la direttiva 98/8/EC lo ha messo definitivamente fuori legge. Il BTI in Francia viene invece usato lontano dalle abitazioni.

Viene ampiamente riportato da La Stampa e da Il Monferrato quanto affermato dal prof. Scarpa dell'università di Brescia secondo cui  per ogni milione di persone i costi annui "per l'acquisto di prodotti repellenti di vario genere e di strutture tipo zanzariere ammonta a circa 12 milioni di Euro" ossia circa 12 € a persona all'anno (vedi la pagina della posta).

Ci sembrano un po' pochino, basta pensare a cosa costa farsi mettere una zanzariera o acquistare uno di quei marchingegni che fulminano le zanzare. 

Oltre ad aver chiesto lumi direttamente al professor Scarpa, che con grande cortesia ci ha confortato informandoci di non aver fatto né di disporre di studi specifici in materia, stiamo comunque cercando di arrivare a sapere a quanto ammontano ogni anno le vendite di tali prodotti nei supermercati, così avremo dati più precisi. 

Ma quel che soprattutto ci pare importante sono le nuove proposte del professore: l'idea di introdurre una specie di carbon tax per i risicoltori ci pare possa essere utile ma non risolutiva. Se l'obiettivo deve essere quello di eliminare le zanzare, mi pare che due siano le prospettive: o gli introiti di questa specie di "zanzar tax" sono sufficienti per debellare gli insetti senza mandare in crisi l'economia del settore risicolo, ed allora avrebbe un senso, oppure interviene lo Stato con contributi pubblici ossia nostri (dei cittadini) e questo non va proprio bene.

Ai cittadini  non interessa  introdurre tasse per i risicoltori in funzione "dell'inquinamento" da zanzare che essi causano con la loro attività, ai cittadini interessa poter vivere tranquillamente e svolgere le proprie attività produttive e ludiche senza l'assillo delle zanzare. 

Francamente sapere che chi "produce" più zanzare paga più tasse senza che queste vengano debellate non interessa proprio.

Questa proposta è comunque interessante perché finalmente dopo dieci anni si è capito che non si riuscirà mai a debellare il flagello solo con qualche forma di lotta alle zanzare senza intervenire sulla "produzione" ossia sulle risaie. Speriamo che non ci vogliano altri dieci anni per capire che l'unico sistema è quello di RICONVERTIRE le risaie in altra produzioni come si fa in gran parte d'Italia e d'Europa, dove chi pratica altre coltivazioni vive tranquillamente.

Altra proposta fatta dall'assessore all'ambiente della giunta Ghigo in Regione: Cavallera è quella di richiede contributi alla UE.

E' importante capire contributi per cosa: se riguarda la lotta alle zanzare francamente non ci trova d'accordo, se riguardano la riconversione ad altre produzioni allora sì.

Riteniamo non sia comunque accettabile che soggetti pubblici, siano essi le Regioni, lo Stato o la Comunità Europea finanzino con il denaro dei contribuenti i costi ambientali causati dalle attività produttive di qualunque genere siano esse industriali o agricole. Vi provvedano direttamente le aziende come prevedono le vigenti leggi oltre che le più elementari regole dell'economia di mercato. Se non sono in grado di produrre coniugando bilanci aziendali rispetto dell'ambiente e leggi vigenti si riconvertano in altre attività produttive. L'unica intervento pubblico che riteniamo possa avere un senso è il finanziamento di tale riconversione.

Volendo fare una proposta per le aziende agricole che volessero cimentarsi nel tentativo di far quadrare i loro conti senza inquinare con le zanzare, proporrei l'istituzione di un CONSORZIO OBBLIGATORIO PER LE AZIENDE AGRICOLE PRODUTTRICI DI RISO cui devolvere OBBLIGATORIAMENTE quota parte dei loro fatturati per eliminare le zanzare con metodi naturali e inoffensivi per l'ambiente e la salute umana. Esattamente come avviene per lo smaltimento di qualche genere di rifiuto.

Riteniamo e temiamo però che tali versamenti sarebbero così incisivi sui bilanci da mettere in crisi le aziende, per cui non resta che la riconversione dell'attività produttiva.

L'altro argomento di iniziativa di ottobre è la una lettera inviata dalla redazione di ZAR (ricordiamo che ZAR - Zanzare Ambiente Risaie è il giornalino telematico e cartaceo che inviamo ai soggetti istituzionali interessati e coinvolti nel problema zanzare ed a chi ne fa richiesta) ai sindaci del Monferrato  che sino ad oggi non ha ancora avuto alcun tipo di riscontro.

Riteniamo infatti che sia indispensabile che i sindaci delle zone danneggiate dalla presenza delle zanzare si attivino al più presto. Fintanto che saranno semplicemente istituzioni superiori come la Regione o lo Stato o la Comunità Europea o (con tutto il rispetto) gli esperti con convegni  e simposi che sono certamente utili e necessari per capire ma che nulla spostano rispetto alla attuazione delle soluzione del problema, difficilmente si uscirà da questa situazione.  Riteniamo che senza qualche forma di mobilitazione sociale non si otterrà nulla.  

Comprendiamo che non è facile individuare l'obiettivo condiviso su cui far convergere tale mobilitazione, ma almeno si cominci a parlarne.

Forza: la politica non è soltanto equilibrismo, galleggiamento, concertazione su tutto con tutti, è anche azione, lotta, scontro, contrapposizione, sia pure in termini civili e democratici, in fin dei conti stiamo difendendo la nostra gente, la nostra terra, il diritto ad un futuro migliore per noi e per chi viene dopo di noi, non stiamo chiedendo privilegi, non stiamo facendo battaglie di bottega o di partito, ma di diritto: il diritto di vivere in un ambiente salubre, di esser liberi di stare in compagnia nelle sere d'estate con le finestre aperte o di passeggiare per strada senza cospargere ogni brandello di pelle non coperto con sostanze chimiche repellenti, il diritto di lavorare in campagna senza scappare per l'assalto di nuvole di zanzare o peggio per necessità doverne subire gli effetti.

E' mai possibile che nel 2006 nel quinto o sesto Paese industrializzato del mondo si debba ancora discutere di questo ?

 

Winston Churchill : Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.

 

 

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